La “caccia” spopola anche sui social
Su Facebook vengono spesso postati video e immagini dei lanciatori dei sacchetti
SASSARI. A Olbia l’amministrazione targata Nizzi ha istituzionalizzato la gogna, ma sono mesi che sui social network impazza la caccia all’untore. L’avvio della raccolta differenziata, soprattutto in quelle città che hanno messo al bando i cassonetti, ha trasformato i cittadini in guardiani dell’ambiente. Talvolta con sistemi poco ortodossi, ma per nulla dissimili dal metodo Nizzi. E così sempre più spesso su Facebook compaiono foto e video di persone insospettabili che lanciano i sacchetti dal finestrino dell’auto o abbandonano scatole ed elettrodomestici ai bordi delle strade. I lanciatori di buste dell’immondizia sono sempre molto attivi, in particolare nei mesi estivi. Accostano l'auto, si guardano attorno e quando si rendono conto di essere lontani da occhi indiscreti allungano il braccio e gettano il sacchetto in cunetta. Altre volte, invece, capita che agiscano direttamente con l'auto in corsa. Può succedere però che qualche passante sia nelle vicinanze e che riprenda tutto con lo smartphone. Di qui a Facebook il passo è breve e scatta così la gogna social.
La maleducazione, l’inciviltà non fanno distinzione di sesso nè di età nè di censo. E così nello stesso calderone ci finiscono uomini, donne, giovani, anziani, professionisti, operai, locali, turisti. L’estate 2015 la Olbia-Nuoro era diventata una discarica a cielo aperto. Centinaia di buste di plastica, scatole di cartone, ma anche materassi e lavatrici, facevano da cornice alla superstrada che collega i due capoluoghi. Una situazione che era degenerata dopo che a Olbia era entrato a pieno regime il sistema di raccolta porta a porta. In questi 12 mesi numerosi comuni, dalla stessa Olbia a Sassari, hanno incrementato i controlli, anche con l’utilizzo di telecamere nascoste tra i cespugli. L’occhio del grande fratello delle polizie locali varie, ma anche degli ispettorati forestali, ha ripreso gente di tutti i tipi, individuata grazie ai numeri di targa. Tra loro insegnanti, commercianti, rappresentanti delle forze dell’ordine, casalinghe, e anche qualche sacerdote, sanzionati tutti con multe a più zeri. (al.pi.)
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