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Ettore Rosato, Pd: «Occasione unica: meno poltrone e più politica»

di Alessandro Pirina
Ettore Rosato, Pd: «Occasione unica: meno poltrone e più politica»

Il capogruppo alla Camera dei dem a Oristano per la campagna referendaria

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ORISTANO. «Cara Italia, vuoi diminuire il numero dei politici? Basta un sì». Il manifesto del comitato per il Sì strizza l’occhio all’antipolitica, suscitando le ire di diversi esponenti del Pd. Ma per Ettore Rosato, capogruppo alla Camera dei dem, chiamato in causa su Facebook anche dal deputato sardo Marco Meloni, non c’è nulla da rettificare. «Lo diciamo da anni che vogliamo tagliare il numero dei politici. Meno poltrone e più politica. L’obiettivo della riforma è sempre stato quello. In tutte le campagne elettorali abbiamo ribadito che avremmo voluto ridurre il numero dei parlamentari. Non capisco tutto questo stupore». Ieri Rosato era a Oristano per un evento del Pd proprio sul referendum. Con lui, ospiti della deputata Caterina Pes, c’erano anche il sottosegretario Ivan Scalfarotto e la parlamentare Stefania Covello. Un incontro per illustrare la ragioni del sì al referendum del 4 dicembre. «Se vogliamo avere istituzioni più efficienti e meno costose, più rapide nel prendere decisioni e affrontare meglio i problemi degli italiani bisogna votare sì – dichiara Rosato –. In questa legislatura abbiamo approvato la legge sui piccoli comuni, è la quarta legislatura che la approviamo in un ramo del Parlamento, ma non riusciamo ad andare fino in fondo perché si arena nell’altra camera. Per non parlare del contenzioso che dura da 15 anni davanti alla Corte sul caos creato dalla riforma del Titolo V a cui dobbiamo mettere fine». Ma per il capogruppo del Pd la riforma Boschi è anche una garanzia per la autonomia della Sardegna. «Lo dico anche ai miei concittadini friulani – racconta –. Questa riforma rafforza le autonomie speciali, le mette in sicurezza da chi invece le voleva cancellare».

Il referendum del 4 dicembre non è però solo sulla riforma della Costituzione, ma è anche un test sul governo e in particolare sul premier. Con il Pd e i partiti governativi a favore del sì, il resto del mondo politico compatto per il no. Dalla Sinistra italiana a Forza Italia, dal M5s alla Lega. «Noi proponiamo una riforma non perfetta, le riforme perfette sono quelle che rimangono nei cassetti – dice Rosato –. La vittoria del sì sarà un cambiamento epocale, gli altri preferiscono lasciare tutto così com’è, sono incapaci di proporre, non hanno alternative. Ad accomunarli non c’è neanche una idea, ma solo il no. Quando si parla di contenuti non c’è partita, tutti a parole si dicono favorevoli a ridurre i parlamentari, ma ora che c’è l’occasione si tirano indietro. Questo è un referendum sulla riforma, non sul premier. Quello si farà alle politiche». Oggi alle 11 Rosato sarà al Teatro Massimo di Cagliari per un incontro con Renato Soru, Francesco Sanna e Marco Meloni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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