La Nuova Sardegna

Referendum, sfida a distanza tra Pd e M5s

Il dem Rosato: Di Battista non ha letto la riforma. Per il grillino bagno di folla a Oristano e Alghero

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Continua la sfida a distanza sul referendum tra il dem Ettore Rosato e il grillino Alessandro Di Battista. Per il secondo giorno di fila il capogruppo del Pd alla Camera e il portavoce del Movimento 5 Stelle erano in Sardegna a illustrare il primo le ragioni del sì alla riforma costituzionale e il secondo quelle del no.

Rosato. Dopo la puntatat di venerdì a Oristano, dove era ospite insieme al sottosegretario Ivan Scalfarotto, ieri Rosato ha partecipato a Cagliari a un incontro organizzato da Renato Soru con i parlamentari Francesco Sanna e Marco Meloni. A Cagliari, proprio dove qualche ora prima Di Battista aveva definito la riforma Boschi «un regolamento condominiale». Sprezzante la risposta del capogruppo dem: «Di Battista era impegnato a saltare sui tavoli, quindi non ha letto il testo della riforma». A chi gli ricorda che sempre il deputato grillino ha parlato di un Senato di nominati e di spazi di democrazia annullati se dovesse prevalere il Sì, Rosato replica: «Anche in questo caso siamo di fronte a slogan del tutto privi di contenuto: la riforma nulla c'entra con la legge elettorale, che comunque garantisce fino in fondo la scelta degli elettori leggendo sulla scheda i nomi su cui bisogna scegliere di votare o utilizzando le preferenze, tutto il resto è ipocrisia. Sarebbe bello un confronto sui contenuti». Nell’incontro cagliaritano anche una replica all’ex presidente della Corte costituzionale Gustavo Zagrebelsky, che nel confronto tv con Matteo Renzi aveva parlato di rischio deriva oligarchica. «Nutro profondo rispetto nei confronti del professore – dice Rosato – ma la sua è una lettura molto lontana dai contenuti reali della Riforma costituzionale che, invece, dà più centralità al Parlamento garantendo che faccia fino in fondo il dovere, cioè poter legiferare».

Di Battista. Bagno di folla per Alessandro Di Battista, che ieri ha fatto tappa prima a Oristano e poi ad Alghero. Due appuntamenti a cui il portavoce del M5s ha ribadito quella che è la posizione dei grillini di fronte alla riforma della Costituzione. Un secco no a una modifica della Costituzione «che vuole solo ridurre la sovranità popolare». Due comizi in cui Di Battista ha motivato la totale contrarietà a una riforma che punta «a un Senato di nominati. Nominati naturalmente solo da loro». Il tour di Di Battista proseguirà oggi in Gallura. Prima una tappa ad Arzachena e poi gran finale a Olbia, alle 18 in piazza Regina Margherita. Il tour sardo di Di Battista conclude il viaggio su due ruote che ha toccato l'Italia in lungo e in largo, per quasi 4mila chilometri, per spiegare le ragioni del no al referendum sulla riforma costituzionale.

Pigliaru. Chi invece non ha dubbi su come si comporterà il 4 dicembre alle urne è il governatore Francesco Pigliaru, che ha dichiarato il suo sì convinto alla riforma varata dal ministro Maria Elena Boschi. «Io sono assolutamente per il Sì». Secondo Pigliaru, l’isola non corre rischi di perdere le prerogative della sua specialità. «Una norma di salvaguardia presente nella riforma tutela la nostra autonomia, non c’è alcuna aggressione al nostro statuto», ha evidenziato il presidente. «Ha ragione Zagrebelsky nel dire che si poteva fare meglio – ha aggiunto in riferimento alle dichiarazioni in tv dell’ex presidente della Consulta nel confronto tv con Renzi moderato da Enrico Mentana –. Ma noi stiamo facendo le riforme che nessuno in questi anni ha fatto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative