Consiglio, ecco il valzer dei sei presidenti
Oggi la maggioranza decide i vertici delle commissioni. In aula Pigliaru presenta il Patto col Governo
CAGLIARI. Solo lo Statuto poteva aver la forza di anticipare ad oggi i lavori del Consiglio regionale. Altrimenti anche questa settimana, come tutte le altre, sarebbe cominciata domani. Sarà così un lunedì pieno fra appuntamenti politici e un ordine del giorno corposo per l’Aula.
Capigruppo. I presidenti dei gruppi di maggioranza si riuniranno nel primo pomeriggio per decidere l’assetto delle sei commissioni. Il regolamento impone che a metà legislatura debba esserci la staffetta. Il Pd oggi governa quattro commissioni con Franco Sabatini (Bilancio ed espressione della corrente renziani-ex diesse), Luigi Lotto (Attività produttive, soriano), Antonio Solinas (Territorio e urbanistica, area Cabras-Fadda) e Gavino Manca (Cultura e lavoro, renziano). Quella Autonomia e riforme è presieduta da Francesco Agus (Sel), mentre alla Sanità c’è Raimondo Perra (Psi). Nei numeri l’assetto dovrebbe rimanere lo stesso, con il Pd che però vorrebbe la Sanità con in corsa Gigi Ruggeri (soriano) e Rossella Pinna (ex ds). In cambio sarebbe disposto a cedere una delle attuali quattro. Sui nomi dei nuovi presidenti la partita è invece tutta aperta. I Dem proporranno la riconferma di Sabatini e Manca, mentre Solinas e Lotto potrebbero lasciare per poi entrare nella girandola degli assessori (in quel caso dovrebbero dimettersi dal Consiglio) della giunta Pigliaru post rimpasto. Ma le nuove presidenze di commissione, nello stesso partito, s’intrecciano con altri incarichi pesanti: la nomina del capogruppo e quella del direttorio, sarà formato almeno da quattro, uno per corrente, che affiancherà il garante del partito in arrivo questa settimana da Roma.
Gli equilibri. Il puzzle non è facile da risolvere. L’attuale capogruppo Pietro Cocco, soriano, potrebbe essere riconfermato per evitare altri strappi interni. Oppure cedere il posto a un consigliere della corrente di minoranza (renziani ed ex ds) ma non certo a un popolare-riformista. L’area Cabras-Fadda ha sì il numero più alto di consiglieri nel gruppo, otto, ma è già forte col presidente del Consiglio Gianfranco Ganau ed è difficile che ottenga anche il capogruppo. Agli altri partiti di maggioranza andranno di sicuro due presidenze – Agus è stato blindato da Sel, Perra (Psi) è in forse – una delle due vicepresidenze dell’aula – Sel vorrebbe la riconferma di Eugenio Lai – e anche due posti su tre dei questori, che tra l’altro si occupano del bilancio del Consiglio. In mezzo a questo mare ci sono la verifica politica cominciata nei giorni scorsi, con al centro il dossier sulle cose da fare presentato da Pigliaru, e le frizioni fra i partiti di maggioranza. L’ultimo siluro è arrivato dai Rossomori. Il presidente Gesuino Muledda è stato critico con la Giunta per alcune esternazioni troppo neoliberiste dell’assessore al Bilancio Raffaele Paci sul futuro dei piccoli Comuni.
La seduta. All’ordine del giorno ci sono le comunicazioni del presidente della Regione sul Patto (la dotazione è intorno ai 3 miliardi) firmato a luglio con il Governo. È un argomento caldo su cui il centrodestra ha annunciato un dibattito serrato con «molti dubbi ancora da chiarire su come saranno utilizzati i fondi».
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