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Uranio impoverito nei poligoni sardi, via all'ispezione della commissione d'inchiesta

Un test nel Poligono militare di Quirra
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Un test nel Poligono militare di Quirra

I parlamentari cominciano oggi 3 ottobre un tour di quattro giorni nelle basi militari di Santo Stefano, Quirra, Teulada e Capo Frasca. Entro fine anno una proposta di legge per chiuderne due e riconvertirne una

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SASSARI. La Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell'uranio comincia oggi il tour di quattro giornate nelle aree militari off-limits: Santo Stefano, Salto di Quirra, Capo Teulada e Capo Frasca. La Sardegna è la regione italiana che sopporta il maggior mpeso delle servitù militari. 

«Lo spirito di questa visita è portare alla luce lo status quo – afferma il presidente della commissione Gian Piero Scanu, del Pd–. Non ci sono volontà di tipo inquisitorio. Continuo a sperare in una collaborazione tra parlamento e governo, in uno spirito pacifico. Ma è chiaro che non verremo meno alle nostre prerogative. Eserciteremo il nostro ruolo anche nelle audizioni che saranno svolte con i poteri della magistratura». 

Si vuol verificare il rispetto delle condizioni di legge della salute dei lavoratori e di chi vive intorno alle aree militari. «La commissione - dice Scanu - lavora per tutelare proprio i militari e la loro salute. Loro per noi sono il primo punto da cui partire per capire come agire. Si deve capire che nei poligoni si svolgono attività precise. Si simulano guerre e in alcune occasioni si spara. In altre parole il rispetto delle norme di sicurezza della saluta di chi lavora in queste aree e di chi vive intorno è fondamentale».

Entro fa fine dell’anno verrà preentata una proposta di legge in cui si imporrà la chiusura dei poligoni di Capo Frasca, Capo Teulada e la riconversione di Quirra. 
 

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