Asl, il debutto di Moirano: niente tagli e più qualità
Il 17 ottobre il nuovo supermanager prenderà possesso del suo ufficio a Sassari «Non ho tessere e non accetterò nessuna interferenza nell’organizzazione»
CAGLIARI. L’avviso ai naviganti è rivolto a tutti quelli, medici, infermieri, notabili, sindaci, sindacalisti e cittadini, che dal 17 del mese in poi lo incontreranno, a Sassari, per discutere di posti letto, personale, contratti, appalti, quantità e qualità degli ospedali. Fate attenzione, l’appena ingaggiato primo direttore generale dell’Asl unica, è un tipo tosto. Oppure per rimettersi all’autoritratto offerto all’inizio della presentazione ufficiale: Fulvio Moirano è «un tecnico purosangue senza militanza politica», ha detto, perché lui sostiene da sempre che «oguno ha un suo ruolo nella vita e non deve mischiarsi con quello degli altri», è un’altra delle avvertenze a futura memoria. Per cinque anni la Sardegna dovrà confrontarsi con chi ha lasciato la Regione Piemonte. «Quando vado via, di solito sono tristi e piangono», dirà, dopo essere stato anche direttore dell’Agenzia nazionale per la sanità e messo assieme un altro filotto di passaggi importanti in una carriera arrivata oltre i 64 anni senza incidenti e molte vittorie riconosciute a denti stretti persino dai nemici.
La sfida. Gli hanno dato del fuoriclasse e all’esordio è entrato subito in scena dalla porta principale: presenza imponente, voce importante, sguardo diretto, è il bagaglio personale che finora ha messo al servizio di esperienze e competenze innegabili e incontestabili. Anima e corpo – ha aggiunto – si metterà fra qualche settimana «a piena disposizione della causa», per affrontare «una sfida difficile e complicata, ma che mi piace».
Chi è. Carattere deciso, disponibile all’ascolto, abile negoziatore, alla fine resterà quello che è da quando ha cominciato a occuparsi di sanità: un decisionista. «Se non lo facessi, abdicherei all’incarico che mi è stato assegnato... Se accettassi interferenze nell’organizzazione, nel nominare questo o quel primario, commetterei un errore e gli errori non sono ammessi... Niente tagli, se bastasse qualche taglio lineare per rimettere in piedi un bilancio, direi qualcosa di brutale e non penserei alle esigenze della gente... Se affermassi: bisogna accentrare tutto, potrei essere smentito da una realtà che devo imparare a conoscere, ma allo stesso tempo non ascolterò le spinte fortissime, inevitabili, di chi vorrebbe non cambiasse nulla».
La strategia. Cercherà il massimo della condivisione, è stato un altro giuramento, con «tutti gli altri protagonisti purché non siano portatori d’interessi particolari». Lo farà prima delle scelte decisive, obbligatorie, su come spendere meglio i 3 miliardi e oltre della sanità, su come abbattere il rosso, storico e nuovo, accumulato dalle vecchie Asl, e riportare il sistema in linea di galleggiamento nei conti, «ma soprattutto negli standard di qualità».
Vincente. Lo vuole essere, Fulvio Moirano, e non teme che qualcuno lo consideri un pericoloso innesto»: è esperto e sa bene come ottenere il massimo da amici e nemici: «Il gioco di squadra per me è fondamentale» Ha idee precise anche su grandi e piccoli ospedali: «I politici hanno deciso quale dovrà essere la mappa, l’ applicherò, però senza subirla ma ragionandoci sopra e lo farò con tutti». Qualche correzione volante deve averla già pesata tanto da accennare: «Sono otto le aree omogenee previste dalla riforma e governate dall’Asl unica, ma potrebbero esserci anche delle fasce intermedie. Dobbiamo trovare il giusto equilibrio fra centro e periferia, perché l’offerta sanitaria dovrà essere uguale per tutti».
I primi passi. Moirano ha firmato e il 17 prenderà possesso della sede di Sassari. All’inizio solo degli uffici dell’Asl 1, a gennaio delle altre sette da accorpare. Ha annunciato che due giorni prima nominerà i suoi più stretti collaboratori: il direttore sanitario e quello amministrativo dell’Azienda unica senza svelare chi potrebbero essere. Per scegliere gli otto manager territoriali invece si prenderà qualche mese in più ma senza esagerare perché «all’inizio del 2017 partiremo a pieno regime». A giugno, il primo tagliando.
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