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In auto con 22 chili di coca arrestato un ex bidello

In auto con 22 chili di coca arrestato un ex bidello

La squadra mobile blocca il corriere della droga prima del suo arrivo a Sant’Elia Il pensionato era partito da Olbia e rientrato in Sardegna da Arbatax

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CAGLIARI. Lo stupore non era sincero e la giustificazione buttata lì per lì davanti agli agenti che tiravano fuori i pacchi di cocaina nascosti nel portaoggetti sul tetto della sua auto suonava molto male. Con 22 chili di droga purissima Aldo Defraia, 67 anni, ex bidello in una scuola poi passato al settore amministrativo, doveva farsi qualche soldo per arrotondare la pensione. In effetti, del milione di euro di valore della droga, a lui non sarebbero arrivati in tasca molti soldi: dal carico portato in Sardegna avrebbe ricavato sì e no diecimila euro. Ma è probabile che quello che è stato rinvenuto il 27 settembre scorso non fosse il solo trasporto degli ultimi tempi. È quello che la polizia è riuscita a scoprire con un lavoro che vale la pena di raccontare, come ha fatto ieri mattina in questura il primo dirigente della squadra mobile, Alfredo Fabbrocini.

La soffiata. Il ritrovamento di 22 chili di cocaina destinati interamente al mercato di Cagliari e dintorni nasce da un lavoro faticoso e veloce cominciato all’indomani di una soffiata che arrivava da fonte attendibile ma era molto generica. Nell’arco di dieci giorni sarebbe arrivato a Cagliari un grosso carico di droga, destinazione Sant’Elia. Nient’altro. Il vice della squadra mobile, Davide Carbone, ha deciso che si doveva tentare di intercettarlo.

I controlli. Così sono stati passati al setaccio circa duemila nomi di persone che avevano fatto un biglietto per lasciare la Sardegna da uno dei porti col rientro nel giro di brevissimo tempo. Un lavoro immane. Alcune persone sono state controllate perché nel loro passato c’erano storie simili, ma stavolta dalla Penisola non riportavano nulla. Defraia era fra i sospettabili: nel 2008 venne trovato con 30 chili di hascisc portati da Napoli, partenza da Cagliari.

Il viaggio. Stavolta il viaggio era stato programmato in modo più articolato. Defraia aveva affittato una macchina a Cagliari, con questa si era imbarcato a Olbia per Genova e poi era tornato in Sardegna con la Civitavecchia-Arbatax. Gli agenti della Mobile lo hanno atteso ad Arbatax e seguito fino a Cagliari città, l’hanno fermato soltanto un attimo prima dell’arrivo a Sant’Elia, il quartiere dove Defraia vive. Sopra il tetto dell’auto una “tomba”, il contenitore porta oggetti che si chiude a chiave, Defraia ha cercato di dire che non aveva la chiave con sé, gli agenti l’hanno trovata infilata nel sedile accanto a quello del conducente. La droga occupava quasi tutto il contenitore. Defraia ha tentato di manifestare stupore, di dire che non ne sapeva nulla. Senza poi ammettere di sapere ha però tentato di giustificare l’azione col bisogno di aggiustare la magra pensione.

Il mercato. Fabbrocini ha spiegato che quel quantitativo di droga avrebbe rifornito il mercato per un tempo abbastanza lungo. Un mercato cagliaritano, trasversale ai quartieri e alle classi sociali. I continui ritrovamenti di grossi quantitativi di droga dimostrerebbero la vastità di questo mercato.

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