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Museo del bisso, la Cucinotta ora mobilita il web

di Alessandro Pirina
Museo del bisso, la Cucinotta ora mobilita il web

L’attrice chiede aiuto su internet: «Sosteniamo Chiara Vigo» La Firino cerca una mediazione dopo lo sfratto del Comune

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SANT’ANTIOCO. Tutti in campo per salvare il museo del bisso. Due giorni fa Chiara Vigo ha dovuto lasciare il suo piccolo regno di Montegranatico, una sentenza del Tar l’ha messa alla porta dopo 10 anni. Ora, però, le istituzioni sono al lavoro per trovare un rimedio. Da una parte la Regione, che con l’assessore alla Cultura, Claudia Firino, si è mossa fin da subito per non vedere scomparire il laboratorio della artista, dall’altra il sindaco di Sant’Antioco, Mario Corongiu, che di fatto ha dato il via allo sfratto della Vigo con la sua ordinanza. In questi giorni la Firino si è tenuta in costante contatto con l’artista e il primo cittadino per cercare una soluzione ponte che consenta a Sant’Antioco di non perdere la sua regina. Probabile che la prossima settimana sia la Vigo che Corongiu vengano convocati a Cagliari nei palazzi della Regione.

Cucinotta in campo. Ma non c’è solo la politica a muoversi per la regina della seta di mare. Per Chiara Vigo è di nuovo scesa in campo Maria Grazia Cucinotta, che già mesi scorsi, all’indomani dell’ordinanza di sfratto, si era fatta promotrice di una petizione on line per salvare l’ultimo maestro del bisso marino. Una raccolta che ha superato quota 18mila firme. Ancora troppo poche per l’attrice siciliana che ieri, dopo aver appreso che lo sfratto da Montegranatico è diventato esecutivo, ha fatto un nuovo appello. «Ho di nuovo bisogno del vostro aiuto – dice la Cucinotta ai suoi fan, e non solo –. Purtroppo le cose non sono andate come dovevano andare. Per questo vi chiedo di aiutarmi a condividere questa petizione, perché il museo appartiene a lei, appartiene a Chiara Vigo e noi faremo di tutto per sostenerla». L’amicizia tra la Cucinotta e la Vigo è nata qualche tempo fa a Napoli in occasione della presentazione di un libro sull’artista. Da quel momento l’attrice, che a luglio ha anche visitato il museo di Montegranatico a Sant’Antioco, ha sposato la causa della regina del bisso.

L’ordinanza di sfratto. La vicenda è cominciata il 23 dicembre 2015 quando a Chiara Vigo è stata recapitata un’ordinanza di sfratto firmata dal sindaco a causa di un impianto elettrico non a norma. Un provvedimento che la Vigo ha vissuto come una dichiarazione di guerra e si è opposta. Il Tar ha sospeso l’ordinanza, ma una seconda sentenza di una settimana fa ha dato all’artista cinque giorni di tempo per lasciare l’immobile pubblico di Montegranatico, che lei aveva in comodato d’uso gratuito da 10 anni. Meta di una moltitudine di visitatori a cui l’artista mostrava come si lavora il bisso marino, senza mai chiedere un biglietto.

Le reazioni. L’addio a Montegranatico è stato vissuto come un lutto dalla Vigo, che ha accusato il Comune di averla voluta mettere alla porta. «Quella dell'impianto elettrico è solo una scusa, è da 10 anni che ci faccio Monumenti aperti. A seconda del vento il sindaco dice una cosa diversa. Che sono ingestibile, che non ho un carattere facile. Ma è vero, perché sono un maestro». Ma il sindaco Mario Corongiu è certo di essere dalla parte della legalità. «Io ho solo rispettato le norme, non potevo fare diversamente. Ma esiste anche un problema di gestione: Montegranatico è un edificio pubblico e non può essere considerato cosa propria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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