La Nuova Sardegna

l’addio

Alghero scivola nell’anonimato e il Fertilia è soltanto un ricordo

Alghero scivola nell’anonimato e il Fertilia è soltanto un ricordo

ALGHERO. Uno stadio (il “Mariotti”) fatiscente. il Fertilia che non esiste più. L’Alghero precipitato in Prima categoria. Nella Riviera del Corallo il pallone si è sgonfiato. In una città che ha...

2 MINUTI DI LETTURA





ALGHERO. Uno stadio (il “Mariotti”) fatiscente. il Fertilia che non esiste più. L’Alghero precipitato in Prima categoria. Nella Riviera del Corallo il pallone si è sgonfiato. In una città che ha scritto pagine importanti di sport, il calcio è arrivato al capolinea. Non c’è futuro e se ancora qualcuno resiste lo si deve solo alla passione di un manipolo di volontari che ha deciso di non arrendersi. Eppure sono passati soltanto nove anni da quando i giallorossi erano una società professionistica, protagonisti nel campionato di serie C2. Così come non stiamo parlando della preistoria quando i giuliani militavano in serie D o in Eccellenza con risultati di grande rilievo. Oggi la Polisportiva Alghero è nella mani di un curatore fallimentare (l’Alghero 1945 che gioca in Prima è l’ex La Palma), il Fertilia è stato cancellato dal panorama regionale.

«Le cause sono molteplici - spiega Amabile Simbula tanti anni dirigente del La Palma e collaboratore dell’Alghero -. Intanto sono passati presidenti che hanno lasciato macerie. Tanti bei programmi che si sono rivelati voli pindarici, perchè fatti senza le necessarie risorse economiche. Tutto improvvisato, nessuna programmazione e spese insostenibili. Personaggi che si sono presentati come salvatori della patria e poi si sono dimessi dopo qualche mese o una stagione».

Ma è solo una faccia della medaglia di una crisi generale che sta depauperando il pallone isolano. «Forse la Lega Dilettanti dovrebbe riflettere su alcune decisioni - aggiunge Amabile -. Faccio un esempio concreto: oggi molte società non fanno campionati ufficiali ma restano in vita come scuola calcio. Sapete perchè? Semplice, è un business. L’esempio è che molti di questi ragazzi, una volta che vanno oltre l’età per giocare nella categoria allievi, finiscono in formazioni di Eccellenza, Promozione e Prima categoria come fuori quota. I club che li prendono devono versare 2.500 per ogni giocatore come premio di valorizzazione alla scuola calcio da dove provengono. Questo aspetto sta contribuendo ad affossare il pallone».

Alghero piange ma non versa lacrime da sola. Tante altre realtà vivono questa situazione. Il dramma è che non c’è fine al peggio. (r.m.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative