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Anci, pace tra i candidati ma l’assemblea è divisa

di Claudio Zoccheddu
Anci, pace tra i candidati ma l’assemblea è divisa

ORISTANO. Adesso la situazione rischia di sfuggire di mano. La spaccatura nata dall’acceso confronto tra i due candidati alla presidenza dell’Anci Sardegna, Giuseppe Ciccolini ed Emiliano Deiana, ha...

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ORISTANO. Adesso la situazione rischia di sfuggire di mano. La spaccatura nata dall’acceso confronto tra i due candidati alla presidenza dell’Anci Sardegna, Giuseppe Ciccolini ed Emiliano Deiana, ha creato i margini per l’inserimento di altre figure politiche che, a questo punto, potrebbero spuntare come i funghi dopo le piogge nell’orizzonte dell’assemblea regionale che, all’indomani di quella nazionale prevista a Bari tra il 12 e il 14 ottobre, sarà chiamata ad eleggere il nuovo presidente di Anci Sardegna. E così, mentre Ciccolini e Deiana facevano le prove della pace sotto gli occhi attenti del presidente dell’assemblea regionale, il sindaco di Alghero Mario Bruno, e a quelli del presidente di Anci Sardegna, Pier Sandro Scano, il sindaco di Irgoli, Giovanni Porcu, non usava mezzi termini per definire l’avventura politica dei due candidati: «Questa vicenda è una farsa. È uno spettacolo disgustoso, reso ancora più infimo dalla minaccia di cause in sede civile. Ma dove sono gli altri 370 sindaci che assistono inermi e passivi allo svolgersi di una trama che getta un’ombra oscura nei rapporti già lacerati fra i cittadini e la politica?». Dopo l’appello ai sindaci, Giovanni Porcu propone l’affondo: «Ciccolini e Deiana devono abbandonare la tenzone. Sono sindaci capaci, avrebbero entrambi le carte in regola per rappresentarci ma hanno dimostrato di essere inadeguati a ricoprire il ruolo di garanzia che deve appartenere al presidente dell’Anci regionale. Hanno creato una divisione mai vista che sarà difficile da sanare e che necessita di un atto di responsabilità traducibile in una delega per un collega che possa essere espressione e sintesi della volontà di tutti i sindaci della Sardegna».

L’incontro avvenuto a Oristano, dunque, potrebbe essere letto sotto un’altra luce. Quasi un meeting riparatore da cui partire tutta fretta per mirare comunque alla presidenza dell’associazione, anche a costo (per uno dei due) di fare un passo indietro.

Chi ha assistito all’incontro ha raccontato alcuni aspetti ambientali: «È avvenuto in un clima sereno – ha spiegato Mario Bruno – anche se sembra che le diversità di vedute su alcuni dettagli siano ancora vive. Però è stata evidente la disponibilità al dialogo evidenziata soprattutto dall’accordo sui delegati nazionali. Sono sindaci giovani e molto capaci, questo posso dirlo ».

Se poi uno dei due sia davvero disponibile a farsi da parte è tutto un altro discorso ma la possibilità che all’elezione si presenti un’unica lista non è da scartare.

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