La Nuova Sardegna

Il pm: «Un anno a Pili perché ha detto il falso»

di Mauro Lissia

Il parlamentare entrò in carcere con Riva e Zuncheddu per fare visita a Cellino La difesa controbatte: «Non ci fu nessun dolo, erano solo suoi accompagnatori»

2 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Le due visite consecutive del febbraio 2013 a Massimo Cellino, che era rinchiuso nel carcere di Buoncammino, non c’entravano con l’attività di parlamentare. Per il pm Gaetano Porcu «Mauro Pili cercava solo visibilità, voleva sfruttare il clamore che l’arresto del presidente del Cagliari calcio aveva sollevato». Pur di arrivare al risultato l’ex presidente della Regione avrebbe dunque «ingannato il personale del penitenziario, dichiarando e scrivendo il falso». Perché i suoi accompagnatori - l’editore Sergio Zuncheddu e l’ex calciatore Gigi Riva, indagati anche loro e poi prosciolti - non erano collaboratori del suo ufficio e quindi non potevano entrare nella prigione neppure con chi, come lui, era autorizzato a qualsiasi ispezione per via del mandato parlamentare. Per il pm Porcu i documenti parlano chiaro, c’è l’evidenza del reato, ci sono precedenti analoghi in altri tribunali italiani e la conseguenza può essere una sola: «Pili è colpevole di falso in atto pubblico e dev’essere condannato a un anno di reclusione». La requisitoria davanti al giudice Stefania Selis è durata meno di un’ora ed è stata preceduta dalle dichiarazione spontanee di Pili. Il deputato di Unidos ha respinto l’accusa: «In dieci anni ho visitato numerose carceri - ha detto al giudice - accompagnato da medici, sociologi e altri professionisti, nessuno me l’ha contestato. Ogni volta mi sono fatto accompagnare da persone utili al mio mandato di parlamentare e così è stato anche nelle visite a Cellino». Molto accesa l’arringa del difensore Pasqualino Federici: «Pili non ha commesso alcun falso, non c’era volontà di commettere reati. Il personale del carcere conosceva Riva, come si può pensare che l’imputato volesse farlo passare per suo collaboratore?». Per Federici l’uno e l’altro erano in realtà «assistenti, accompagnatori e non collaboratori di Pili». A generare l’equivoco i moduli per l’ingresso «talmente poco chiari che subito dopo questo episodio sono stati cambiati».

Il giudice deciderà se Pili è colpevole o no il prossimo 4 novembre. Un’eventuale condanna non interromperebbe il mandato parlamentare, un mandato del quale - per il magistrato dell’accusa - l’ex sindaco di Iglesias ha abusato: «Deputati, senatori e consiglieri regionali - ha detto Porcu - possono entrare nelle carceri per verificare le condizioni di detenzione, non per fare visite di cortesia e parlare di calcio. Il regolamento parla chiaro, possono essere accompagnati da persone con cui abbiano rapporti di collaborazione certi e continuativi. Non mi sembra che con Zuncheddu e Riva esistessero rapporti del genere». Quindi «Pili ha violato le regole» e «la cosa appare ancora più chiara se si leggono le dichiarazioni di Cellino quando dice di aver ricevuto tre visite consecutive da Pili, che l’ex presidente del Cagliari considerava strumentali e inutili».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il provvedimento

Abusi edilizi e scarichi irregolari: chiuso il ristorante “Sapore di mare”, ex Chicca Piperita

di Argentino Tellini
Le nostre iniziative