Lotti e Pigliaru: «Patto per l’isola, investimenti al via»
Sottosegretario e presidente all’incontro a Sassari per il “Sì” «Subito i fondi per la continuità territoriale e per il sociale»
SASSARI. È atterrato sull’isola per lanciare lo sprint finale del fronte del Sì nella campagna referendaria sulla riforma costituzionale. Ma tra strette di mano, rassicurazioni e sorrisi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti, non poteva sottrarsi al confronto sull’attuazione del Patto per la Sardegna: tre miliardi di euro trasfusi dal Governo nelle casse regionali per dare una scarica di adrenalina a una regione da troppo piegata sulle ginocchia. E il confronto non poteva che essere con il presidente della giunta regionale, Francesco Pigliaru: «C’è stata una riunione tecnica oggi e ce ne saranno altre nei prossimi giorni perché non c’è un solo istante da perdere», ha spiegato ieri il governatore a margine dell’ incontro pubblico organizzato a Sassari dal comitato per il Sì, proprio con la partecipazione del braccio destro del premier Renzi.
«Entro un mese stileremo una sorta di cronoprogramma in cui indicheremo passo per passo come procederemo nell’utilizzo dei fondi previsti dal Patto per la Sardegna», ha continuato Pigliaru. I primi interventi riguarderanno la continuità territoriale e gli ammortizzatori sociali: «Il patto assegna 45 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali, una risposta che i lavoratori aspettano dal 2014. E Poi ci sono i 30 milioni annui per migliorare la continuità territoriale. Entro l’anno partiranno i primi progetti e spenderemo i primi 50 milioni di euro». Poi ci sono gli altri programmi, quelli sulle infrastrutture, strade e ferrovie, le università, la sanità, il turismo: «Domani avremo un vertice proprio con i rettori degli atenei per pianificare l’utilizzo dei 30 milioni di euro stanziati per la ricerca. Purtroppo altri progetti, specialmente quelli sulle infrastrutture, hanno necessità di tempi tecnici più lunghi, ma stiamo procedendo speditamente e non perderemo un solo giorno», ha garantito Pigliaru. Pochi minuti prima, dal microfono della sala conferenze della camera di commercio sassarese, il presidente aveva spiegato le ragioni che lo spingeranno a votare Sì al referendum costituzionale in programma il 4 dicembre, e lo aveva fatto citando Bob Dylan, il cantautore statunitense appena insignito del premio Nobel per la letteratura: «I tempi stanno cambiando e noi vogliamo che le cose cambino», era stato il suo messaggio. «Non è vero che questa riforma indebolisce l’autonomia della Sardegna, anzi, la rafforza perché la garantisce, e perché lancia una sfida alle Regioni a statuto speciale; ossia le sfida a essere virtuose per meritare l’autonomia. E questa sfida, giusta e sacrosanta, noi la raccogliamo». Parole condivise dalle altre autorità politiche intervenute per sostenere e spiegare le ragioni del Sì: dal presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau, «è una riforma che risolve uno dei problemi principali, il bicameralismo perfetto, che rallenta il processo legislativo nel nostro Paese»; ai parlamentari Giovanni Sanna e Giuseppe Luigi Cucca «attuare riforme come il taglio dei costi della politica di cui si parla da trent’anni»; alla docente di diritto pubblico comparato dell’Università di Sassari, Carla Bassu, il segretario provinciale del Pd, Gianpiero Cordedda, il vicesindaco di Sassari, Gianni Carbini, fino al sottosegretario Luca Lotti, l’ospite d’eccezione arrivato all’incontro sottobraccio con il consigliere regionale Gavino Manca: «Votare Sì perché l’Italia ha un’occasione unica, dimostrare che anche il nostro Paese può cambiare. Questo non è un referendum per mandare a casa Renzi, il Governo può essere mandato a casa fra un anno. È un referendum per migliorare l’Italia».
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