Turismo, in aumento il sommerso
Federalberghi: la Regione definisca le regole nella nuova legge
SASSARI. Il sommerso turistico cresce anche in Sardegna, dove ad agosto 2016, risultavano disponibili su Airbnb 15.650 alloggi, di cui 12.065 riferiti a interi appartamenti, 12.379 disponibili per più di sei mesi e 9.237 gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio. È quanto emerge dal rapporto sul sommerso realizzato da Federalberghi nazionale con la collaborazione tecnica di Incipit e Inside Airbnb e che smaschera, secondo l'associazione, le «quattro grandi bugie della cosiddetta sharing economy». Dall'indagine emerge infatti che «la maggior parte degli annunci pubblicati su Airbnb si riferisce all'affitto di interi appartamenti, in cui non abita nessuno. La maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all'anno ed è quindi falso che si tratta di attività occasionali. Anche l'affermazione che si tratti di forme integrative del reddito è da respingere visto che sono attività economiche a tutti gli effetti, che molto spesso fanno capo a inserzionisti che gestiscono più alloggi. Infine non è vero che le nuove formule compensano la mancanza di offerta: gli alloggi sono concentrati nelle grandi città e nelle principali località turistiche.
Secondo Paolo Manca, presidente di Federlaberghi Sardegna, «ancora una volta i dati confermano che la mancata regolamentazione del settore extralaberghiero crea una distorsione del mercato. E in una stagione positiva come questa il contributo all'economia sarda del settore turistico viene in parte vanificato per il profilferare di un sistema che è tutto fuorchè condivisione dell'ospitalità, ma serve solo a mascherare sacche di illegalità. Ancora maggiore importanza deve esser data alla nuova legge sul turismo: la Regione eviti di fare da sponda a questo fenomeno e definisca le regole del mercato turistico senza equivoci all'interno del solco della legalità».
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