Così le castagne sarde hanno sconfitto il parassita killer

La vespa è stata debellata da un insetto antagonista: allarme in tutta Italia ma nell’isola il raccolto è al sicuro

SASSARI. La battaglia è vinta ma la guerra continua. La Sardegna ha sconfitto il dryocosmus kuriphilus, un insetto conosciuto dai coltivatori con il nomignolo di “cinipide del castagno”.

Una vittoria tutta isolana perché il parassita killer è ancora uno spauracchio nel resto d’Italia, al punto da mettere a rischio l’intera riserva nazionale. In Campania, una delle regioni con il volume di produzione più alto si rischia un taglio del 90 per cento. E se il parassita che attacca i germogli delle piante, e che causa un rallentamento della crescita e quindi la riduzione della fruttificazione, è il terrore del Sud, al nord ci pensano le poche piogge a mettere a rischio la produzione.

In Sardegna l’insetto era diventato l’incubo dei castagneti e di chi aveva deciso di puntare forte sulla coltura di un frutto che ha rischiato di soccombere davanti ai famelici parassiti. Dopo anni di passione, l’agenzia Laore e i coltivatori del quadrato del castagno, che ha come vertici i Comuni di Aritzo, Belvì, Desulo e Tonara, sono riusciti nell’impresa di imporre una batosta al parassita grazie all’inserimento di un insetto antagonista: «Si tratta del torymus sinenis e sembra che abbia risolto la situazione in poco tempo – spiega il sindaco di Aritzo, Gualtiero Mameli – e l’infestazione è molto meno capillare degli anni scorsi. Delle piante che ho visto in questi giorni, anche nel mio castagneto, nemmeno una era infestata dal cinipede. Da tre anni sa questa parte è sicuramente la stagione migliore per le castagne».

La stagione 2016 potrebbe essere quella del rilancio per il mercato delle castagne. Lo dicono i coltivatori e lo confermano i politici, soprattutto quelli con il pollice verde: «La produzione potrebbe non essere cresciuta per quanto riguarda le quantità ma quest’anno tutti si aspettano una qualità eccellente», conferma Mameli che rinnova l’appuntamento con la sagra delle castagne, appuntamento tra i più attesi del programma di Autunno in Barbagia, che quest’anno è stata fissata per il 29 e il 30 ottobre. E i 200 quintali di castagne che ogni anno vengono raccolte nel territorio di Aritzo potrebbero essere le migliori degli ultimi anni.

A poca distanza, ma sempre all’interno del quadrato delle castagne, anche il sindaco di Desulo, Gigi Littarru, si spende per raccontare la rinascita dei castagneti: «L’abbandono della campagne aveva permesso la proliferazione dei parassiti. Nessuno curava le piante, nessuno controllava i raccolti e quindi ogni tipo di malattia aveva campo libero. Adesso sembra che si stia muovendo qualcosa anche per il futuro di quella che potrebbe tranquillamente diventare una risorsa».

Le potenzialità, infatti, non mancano e l’agenzia Laore è in moto dal 2007 per provare a attualizzare la coltivazione con un piano di ristrutturazione che ha individuato le qualità più adatte alla Sardegna che, in alcuni casi, sono già state impiantate e che presto potrebbero aumentare le rese e mettere in mostra le potenzialità di un mercato, quello delle castagne, che in Sardegna ancora non occupa una posizione di prestigio.

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