Caso aeroporto di Alghero mercoledì sindaci in piazza
Dopo l’annuncio dell’interesse di Ryanair per Olbia aumenta il pressing Bruno: «Faremo sentire la nostra voce davanti al consiglio regionale a Cagliari»
SASSARI. L’ultimo penultimatum di Ryanair spinge la compagnia low cost cento chilometri più in là di Alghero. Il responsabile del marketing John Alborante mette un altro po’ di benzina nel grande inferno del sistema dei trasporti sardo. «La privatizzazione del Riviera del corallo è troppo lenta», afferma. E subito dopo: «Ci interessa anche Olbia». La schizofrenia della compagnia irlandese è più veloce dei suoi aerei. La settimana scorsa ha messo in vendita i voli per la primavera da Alghero. Questa settimana strizza l’occhio a Olbia. Per i sardi un giro tra illusione e delusione. Difficile capire come lo scalo sempre più nelle mani del Qatar che mira agli slot e a rilanciare Meridiana possa trovare posto per Ryanair. Difficile credere che la compagnia irlandese possa accettare accordi molto meno vantaggiosi di quelli offerti ad Alghero. Ma l’annuncio ha in ogni caso un effetto deflagrante.
Stati generali. Il primo effetto è stata un’accelerazione dell’adunata di mercoledì. Sotto il palazzo del consiglio regionale, in via Roma a Cagliari si riuniranno molte assemblee comunali. Il sindaco di Alghero Mario Bruno ricorda via facebook l’appuntamento. «Ho solo ricordato che dieci giorni fa in un’assemblea avevamo deciso di riunirci davanti al consiglio mentre si discuteva di nuovo dell’aeroporto di Alghero e del suo futuro»
Strategia. In campo la Regione ha messo due strategie. La prima prevede la privatizzazione. L’ultima speranza è che entro la fine di novembre arrivi un privato. La seconda possibilità e la ricapitalizzazione e il mantenimento della Sogeaal sotto il grande ombrello della Regione. Ma in questo caso c’è la controindicazione dei tempi. Per la Regione ci vogliono come minimo 5 mesi. «Non concordiamo sui tempi – sostiene Bruno – . Siamo convinti che si possa chiudere molto prima. E non lo sosteniamo noi, ma un pool di esperti a cui ci siamo rivolti. Noi non dobbiamo arrenderci. Questa è una corsa contro il tempo. Ogni giorno è prezioso. E le dichiarazioni dei manager di Ryanair ci preoccupano sempre di più. Non resteremo fermi ad attendere un simile danno per il territorio». Anche per questo l’Anci manderà una lettera a tutti i sindaci in cui chiederà una partecipazione massiccia alla manifestazione pubblica di mercoledì. «La nostra non è una presa di posizione contro qualcuno – continua Bruno –, ma una vigile attenzione dei territori per trovare una soluzione a una emergenza che riguarda tutta la Sardegna».
Il capitale. Il principale ostacolo al ritorno di Ryanair, ma anche alla stessa sopravvivenza dell’aeroporto di Alghero è la sua ricapitalizzazione. Perché per far ripartire lo scalo servono 30 milioni. 10 per acquistare il capitale sociale. 10 per coprire i costi dell’iva sui contributi dati nel passato alle low cost. E altri 10 per incentivare l’arrivo di nuove compagnie. E per ora l’unica ad avere queste risorse sembra essere la Regione. L’assessore ai Trasporti Massimo Deiana non è sembrato contrario alla ricapitalizzazione della Sogeaal. Di fatto è stato lui a dire che si poteva fare. Ma quello che spaventa la Regione sono i tempi. La previsione di 5 mesi sembra essere ottimistica, ma già troppo lunga per sperare di mantenere in piedi uno scalo senza pù aerei, se non quelli della continuità territoriale, finanziati, ancora una volta, da mamma Regione. (l.roj)
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