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Manifestazione sotto la Regione più di 500 rischiano il posto

CAGLIARI. Operai del Geoparco che non sanno se avranno ancora uno stipendio e anche i lavoratori socialmente utili da anni in bilico fra speranze e delusioni. Sotto il Consiglio regionale si sono...

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CAGLIARI. Operai del Geoparco che non sanno se avranno ancora uno stipendio e anche i lavoratori socialmente utili da anni in bilico fra speranze e delusioni. Sotto il Consiglio regionale si sono ritrovati insieme per protestare. Il senso della doppia manifestazione potrebbe essere riassunto così: «Chiediamo certezza sul nostro futuro». Qualcosa i lavoratori del Geoparco l’hanno ottenuto: i capigruppo del Consiglio si sono impegnati a prorogare di un altro anno la convenzione in scadenza con il consorzio Aiti-Ifras. Sarebbe una boccata di ossigeno per gli oltre 530 operai che invece da un momento all’altro rischiano il licenziamento. La proroga, tra l’altro, servirebbe da ponte in attesa che la Regione pubblichi il bando internazionale destinato a valorizzare, una volta per tutte, i siti minerari dismessi. In serata la Giunta ha fatto sapere di aver rispettato finora i tempi per evitare i possibili licenziamenti in tronco: «Nell’ultima Finanziaria – è scritto in un comunicato dell’assessorato al Lavoro – sono stati previsti i finanziamenti necessari, 26,2 milioni l’anno prossimo e altri 25 nel 2018, per proseguire nel progetto e che, in ogni caso, il bando internazionale sarà pubblicato entro dicembre». Per poi lasciar intendere che, a suo tempo, questo percorso è stato condiviso anche con i sindacati. Poco dopo è arrivata la controreplica della Cgil: «Non abbiamo condiviso percorsi con la Regione e comunque quello proposto dalla Giunta è zeppo di incertezze tanto da prevedere un ipoteco inserimento dei lavori in altri settori. La verità è questa: i licenziamenti incombono sulla testa di 530 lavoratori e non c’è ancora una soluzione certa». È diverso il discorso per i lavoratori socialmente utili. Poche settimane la Giunta ha approvato un piano che in tre anni prevede la stabilizzazione dei 52 operai ancora in servizio, mentre fino a qualche tempo erano almeno un migliaio. Nel piano sono previsti diversi incentivi, la dotazione finanziaria è intorno ai 500mila euro, per favorire le assunzioni a tempo indeterminato nelle aziende pubbliche e private e anche un bonus per i lavoratori socialmente utili che dovessero decidere l’uscita volontaria. Secondo i sindacati che hanno protestato in Consiglio dopo quell’annuncio non ci sono stati «passi concreti sulle procedure» e «l’incertezza continua».

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