La protesta dei sindaci: «I nostri bilanci bloccati»
In oltre 50 si riuniscono per protestare contro le norme nazionali Tanti i casi in cui i piccoli centri hanno un tesoretto ma non lo possono usare
SANTA GIUSTA. «Cancellate i vincoli imposti dal Bilancio armonizzato». È partita attraverso i social, per la precisione una chat su Whatsapp, la protesta dei sindaci dei piccoli Comuni in rivolta contro la legge sul pareggio di Bilancio. «Ingessa l’attività amministrativa, non ci lascia utilizzare neppure le risorse che abbiamo in cassa, magari, risultati di difficili economie». In sintesi è questo il giudizio dei tanti, una cinquantina, sindaci che ieri mattina, appunto attraverso una chat, si sono dati appuntamento a Santa Giusta. Una assemblea convocata in maniera insolita per amministratori che aderiscono all’Anci. Tanto da far ipotizzare che l’iniziativa, partita dai sindaci di Escalaplano, Marco Lampis e di Ilbono, Andrea Piroddi, promotori del gruppo “Sincados liberos” e della quale fanno parte ormai quasi 130 primi cittadini, si ponesse in qualche modo di traverso se non addirittura in contrapposizione con l’Associazione nazionale dei Comuni, che proprio in Sardegna è ancora alle prese con il rinnovo dei suoi vertici. Nulla di tutto questo. La smentita, se così si può definire, è arrivata proprio dall’attuale presidente Piersandro Scano. «Questa è una giornata positiva», ha detto Scano che, presente all’assemblea, ha anche sottoscritto il documento che ora sarà inviato al capo del Governo, Matteo Renzi, ai presidenti della Giunta e del Consiglio regionale, Francesco Pigliaru e Gianfranco Ganau e al presidente dell’Anci nazionale, Antonio Decaro.
«Una proposta che nasce dall’iniziativa intrapresa da un gruppo di sindaci liberi, di diverse aree politiche, ma accomunati dalle stesse difficoltà, consapevoli della necessità di porre all’attenzione, con la massima urgenza, una questione ormai improcrastinabile», si legge nel documento approvato al termine di un lungo dibattito con gli amministratori che hanno denunciato le enormi difficoltà di portare avanti il proprio compito quando, ai trasferimenti di risorse da parte dello Stato sono ridotti al minimo, senza poter neppure utilizzare quei fondi che derivano da faticosissime economie». Questi, in larga sintesi, i concetti espressi nei diversi interventi che si sono susseguiti. Che ci sia la necessità, urgente, di modificare la normativa, emerge da quanto riferito dallo stesso sindaco di Santa Giusta, Antonello Figus che, introducendo i lavori ha riferito di come il suo Comune non possa utilizzare gli oltre 3 milioni di euro bloccati dal bilancio armonizzato. «Stiamo amministrando in condizioni disperate», ha denunciato il sindaco di Aglientu, Antonio Tirotto. Altri amministratori hanno riferito di aver dovuto pagare «di tasca» verbali e sanzioni legata alla mancata esecuzione di piccoli interventi. Già, perché anche sistemare il pavimento di una scuola o rattoppare una strada, diventa impossibile se i fondi non ci sono e magari, paradossalmente, sono bloccati in tesoreria. Leggi rigide che causano difficoltà quando ad esempio, come ha riferito il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, in caso di calamità naturali c’è da mettere in sicurezza il territorio.
Proprio Ciccolini era stato il promotore di una iniziativa che arrivò in Parlamento per consentire ai Comuni colpiti dall’alluvione di due anni fa di poter utilizzare le risorse bloccate dal patto di stabilità. Ora i sindaci si rivolgono anche alla Regione. Al presidente Francesco Pigliaru chiedono che porti il problema dei piccoli Comuni all’attenzione della Conferenza Stato Regioni e, in forma autonoma, anche presso il Governo nazionale e l’Unione europea. Sempre alla Regione si chiede che «rispetti i termini nazionali per le richieste degli spazi finanziari», è scritto nel documento che sollecita anche «vengano destinati almeno 50milioni di euro del Bilancio regionale di quote annuali per finanziare gli “spazi verticali” dei Comuni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
