Addio alla piccola Sofia: «Ora aiutiamo i genitori»
Sinnai, bimba morta schiacciata. Don Abis: se ci sono colpe verranno alla luce
SINNAI. Una bara bianca minuscola che quasi poteva essere sollevata da un uomo solo e mille persone radunate tra la chiesa di Santa Barbara e il sagrato per cullare un’ultima volta Sofia, ormai figlia di tutto il paese, morta schiacciata da un imballaggio di 300 chili nel punto vendita Metro di Elmas venerdì scorso. Per partecipare ai funerali di Sofia la comunità ha cancellato ogni impegno. Lo sgomento è profondo perché, a memoria d’uomo, spiegherà più tardi il sindaco Matteo Aledda in chiesa con la fascia tricolore, a Sinnai non si ricorda una disgrazia del genere. Il padre e la madre in prima fila, composti e vicini, lui col capo chino, lei quasi assente, chissà quanto hanno potuto ascoltare davvero don Giovanni Abis, il parroco che un anno e mezzo fa aveva battezzato la loro bambina, impegnato ieri del difficile compito di portare conforto. «Siamo convinti che un bambino che muore è un angelo che torna a Dio. Ma oggi – ha detto il parroco – è più difficile accettare questo fatto, perché è cosa rara che un bimbo muoia dove non ci sono le guerre».
Don Abis ha evocato il grande dolore per i bambini che muoiono nelle guerre e per i quali c’è solo indifferenza: «I governanti dovrebbero vedere da vicino cosa significa perdere un bambino, dovrebbero vedere cosa porta la perdita di una bambina come Sofia, ci penserebbero prima di impugnare le armi». Poi, un accenno all’incredibile incidente dove la piccola ha perso la vita: «Non dobbiamo ricondurre tutto questo alla volontà di Dio – ha detto – questa tragedia è da ricondurre alle situazioni che possono essere previste e che spesso e volentieri, però, si sottovalutano, mentre l’uomo invece dovrebbe comprenderle bene perché ha il dono dell’intelletto». In un altro passaggio don Abis ha sottolineato che «se ci sono colpe verranno messe alla luce».
Conclusa la messa il parroco ha invitato tutti a seguire la piccola bara in corteo fino al cimitero. «Questo camminare affianco ai genitori – ha detto il parroco, sarà la vostra preghiera». La bara leggera è stata sollevata da due necrofori, i genitori, i nonni e gli zii hanno lasciato i sedili e sono usciti dalla chiesa: sul sagrato i palloncini bianchi sono volati verso il cielo e un applauso ha salutato Alessio e Valentina, padre e madre che, mano nella mano, guardavano lo sportello della macchina diretta al cimitero chiudersi sulla bara coperta di fiori. Il corteo si è mosso silenzioso e ha raggiunto il camposanto. Qualcuno rimasto sul sagrato chiedeva se ci fossero novità sulle indagini, se la famiglia avesse nominato un avvocato, ma un’amica ha negato: «Quei due ragazzi a tutto stanno pensando tranne che all’avvocato. Gliela può riportare l’avvocato la loro Sofia? No. Tutta la giustizia del mondo non riporterà in vita Sofia». In cimitero la sepoltura della bimba è avvenuta nel silenzio. Poi i genitori sono tornati nella casa in cui, in qualche modo, dovranno continuare a vivere perché, tra meno di un mese, arriverà un’altra bambina. (a.s.)
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