La Nuova Sardegna

la ricapitalizzazione

Deiana mette pace sul caso Sogeaal: «Ma serve un advisor per i conti»

Deiana mette pace sul caso Sogeaal: «Ma serve un advisor per i conti»

SASSARI. Il Massimo pacificatore. L’assessore ai Trasporti Deiana cerca di riportare la calma intorno alla legge di ricapitalizzazione della Sogeaal. Ma lo fa mentre sostiene la posizione del collega...

3 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Il Massimo pacificatore. L’assessore ai Trasporti Deiana cerca di riportare la calma intorno alla legge di ricapitalizzazione della Sogeaal. Ma lo fa mentre sostiene la posizione del collega di giunta Paolo Maninchedda dopo le critiche arrivate dai vertici della società di gestione dello scalo di Algghero. «Sono convinto che all’origine della discussione ci sia un enorme malinteso – dice Deiana –. Tutti in fondo diciamo la stessa cosa, che è l’unica sensata che possa essere sostenuta. Qualunque intervento sul capitale non può prescindere da una valutaizone delle prospettive future dell’aeroporto. Ma serve anche una riflessione su quello che è successo fino a oggi. Ecco perché per approvare un disegno di legge per il salvataggio della società che gestisce l’aeroporto serve una attenta valutazione che dovrà essere fatto da una azienda terza, esterna. Un advisor che ci aiuti a costruire un piano di ristrutturazione, che è più di un piano industriale. È chiaro che questo può essere fatto se si esaminano anche le criticità passate». Deiana cerca di smorzare la tensione. «Regione e amministratori della Sogeaal hanno esaminato con attenzione la situazione dell’azienda e hanno varato un piano industriale che nel prossimo triennio porterà non avere più perdite».

I numeri. L’assessore sparge pace, ma la Regione ha tra le mani i numeri non troppo confortanti. Dal 2001al 2010 la Sogeaal è stata ricapitalizzata per 30 milioni di euro. Soldi pubblici che ha messo la Regione. È stato fatto un calcolo e ogni mese l’aeroporto perde dai 100mila ai 130mila euro al mese, di media. D’inverno le perdite sono più consistenti, in estate si è vicini al pareggio.

E in un ipotesi del piano industriale prevede anche una soluzione per il personale. Ora c’è il 35 per cento del personale in più rispetto a quello che servirebbe. I dipendenti a tempo indeterminato sono 242. A questi si devono aggiungere i 60 part time. In uno scalo efficiente c’è un dipendente ogni 12mila passeggeri, ma ci sono aeroporti in cui il rapporto è di uno a 18mila. A Cagliari c’è un dipendente ogni 10mila passeggeri, ad Alghero il rapporto è di uno a 5mila. È chiaro che il crollo dei voli nel 2016 ha reso questa forbice drammatica e con l’aumento delle compagnie e delle rotte il rapporto dovrebbe migliorare, ma i dati sembrano indicare che il piano di ristrutturazione porterà a una riconsiderazione del personale. Almeno queste sembrano essere le intenzioni che emergono dal piano industriale.

Non aviation. Ma c’è anche un’altra leva su cui si può agire per preservare i posti di lavoro. Non solo accrescere voli e passeggeri, ma anche far aumentare i ricavi non aviation. Sono tutti quelli che arrivano da fonti diverse dai voli. Dai parcheggi all’affitto delle aree commerciali, alla pubblicità. «Certo è una delle attività su cui i manager della Sogeaal e la Regione lavorano da tempo – continua Deiana –. L’aeroporto di Alghero aveva una situazione drammatica. I ricavi non aviation prima non superavano i 30 cent per passeggero. Ora sono arrivati a 2,5 euro. A Cagliari sono di 10 euro a passeggero. Una distanza ancora siderale. Ma quello che conta è che si capisca che c’è uno spirito di collaborazione e una spinta che va in una sola direzione per risolvere nel tempo più rapido e nel modo migliore l’emergenza Alghero». (l.roj)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative