Enit: l’isola meno cara del Molise
La sorpresa: una giornata in Sardegna costa 104 euro, a Campobasso 637
CAGLIARI. Sardegna meta turistica riservata ai ricchi? Neanche per sogno: a leggere i dati diffusi dall’Enit - l’agenzia nazionale del turismo - viviamo in una regione alla portata di qualsiasi tasca. Lo dicono i numeri ufficiali: una giornata trascorsa tra spiagge, nuraghi e resort costa in media appena 104 euro, sei volte di meno che un pernottamento nel poco blasonato Molise, dove nel 2015 ognuno dei 13 mila viaggiatori stranieri approdati in una località sconosciuta al jet set internazionale come Termoli ha speso la bellezza di 637 euro al giorno. L’avreste mai immaginato? Porto Cervo è un posto per poveracci, gli sceicchi ormai vanno tutti a Campobasso.
Una bufala? Peccato che queste cifre, rintracciabili facilmente nel sito ufficiale dell’ente presieduto da Evelina Christillin, siano nell’ipotesi migliore la conseguenza di un clamoroso errore di calcolo. Altrimenti non si spiega come, a leggere i numeri, undici giorni in Trentino Alto Adige costino quando una toccata e fuga nella terra molisana. Eppure la fonte sembrerebbe autorevole: si tratta di uno studio elaborato dalla Direzione centrale programmazione e comunicazione dell’Enit, che grazie a un bilancio di 24 milioni all’anno di cui la metà investita in buste paga dovrebbe diffondere informazioni aggiornate, credibili e rigorosamente controllate. L’insieme dei dati, basati su indicazioni della Banca d’Italia, appare invece così assurdo che Enrico Napoleone, uno dei fondatori dell’associazione italo-svizzera Sardegna Canton Marittimo, ha voluto vederci chiaro e ha spulciato a fondo ogni link.
I sospetti. «Sono partito dal numero delle presenze straniere in Italia, suddivise per regione - spiega l’imprenditore - perché volevo capire come fosse messa la Sardegna. Ma quando ho diviso la spesa generale del 2015 per il numero di presenze, che vuol dire per ogni giornata di pernottamento, mi sono trovato di fronte a una tabella semplicemente ridicola». Tabella palesemente inattendibile, per ragioni ancora tutte da chiarire.
Isola terz’ultima. Mettendo in fila i numeri Napoleone ha scoperto che a fronte di una spesa media in Italia di 185 euro l’Enit attribuisce alla Sardegna la terz’ultima posizione, con la Calabria appena più giù e il Trentino fanalino di coda come regione più risparmiosa del paese: 56 euro a presenza. In cima alla graduatoria, fra le regioni più care, compare l’imprevedibile primato del Molise (637 euro) che doppia il Lazio (324) e precede di gran lunga regioni affermatissime sul mercato internazionale del turismo come la Liguria (283) e la Lombardia (281). La lussuosa Toscana, terra eletta dell’arte rinascimentale, occupa la zona retrocessione con 170 euro di spesa giornaliera media, molto meno dell’Abruzzo (238) e della Puglia (203).
Capitale della cultura. Ma le scoperte di Napoleone non finiscono qui: «Risulta che nella Basilicata, nonostante la bellissima Matera sia stata appena eletta capitale europea della cultura, la spesa media dei turisti stranieri si sarebbe dimezzata tra il 2014 e il 2015, passando da 386 a 179 euro. Come se gli esercenti lucani avessero deciso di applicare tutti insieme un’offerta compri due-paghi uno».
Geografia turistica. Ma sarà vero? Se lo fosse sarebbe necessario rovesciare la geografia del turismo italiano e fare i complimenti agli operatori della Sardegna. L’impressione però è che qualcuno all’Enit abbia preso un abbaglio: «C’è da chiedersi - osserva Andrea Napoleone - come sia possibile pubblicare dati che sembrano estratti dal sacchetto della tombola invece che frutto di un’analisi seria». Domanda da girare al ministero dei Beni culturali e Turismo, che controlla l’Enit: una spiegazione ci sarà o almeno questa è la speranza.
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