La Nuova Sardegna

D’Urso sceglie un toscano per l’Aou di Sassari

E a Roma da una sua denuncia è partita un’inchiesta che ha travolto l’ospedale San Camillo

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SASSARI. La giornata delle nomine continua con la scelta di Lorenzo Pescini, 48 anni di Firenze, come l nuovo direttore amministrativo dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari. È stato nominato con delibera del direttore generale Antonio D'Urso. Pescini prenderà servizio il 14 novembre. Fino ad oggi ha ricoperto l'incarico dirigenziale di responsabile dell'area vasta Centro dell'Estar, l'Ente di supporto tecnico amministrativo regionale della Toscana.

Ma la giornata di D’Urso è stata agitato con molta probabilità più dall’inchiesta arrivata da Roma, con 10 arresti, che dalle polemiche sulle nomine a Sassari. Proprio da un esposto di D’Urso, che nel 2015 era direttore generale del San Camillo-Forlanini, è partita l’indagine della Procura di Roma sull’illecita gestione degli appalti. L’esposto, presentato il 29 luglio 2015, riepilogava una serie di episodi di black out elettrici registrati in diversi padiglioni dell’Azienda ospedaliera con problemi nell’attivazione dei gruppi elettrogeni che «aveva riguardato non solo gli uffici ma anche reparti attivi, come quello di maternità». Come ricorda il gip Flavia Costantini nell’ordinanza di custodia cautelare, il primo episodio di black out, che interessò il Padiglione Busi, è del 13 luglio: «In seguito a tale episodio - scrive il giudice - venivano chiesti dal direttore generale spiegazioni ad Alessandro Agneni, atteso che alcuni dipendenti della Stim srl gli avevano riferito, confidenzialmente, che l’episodio era stato causato dalla mancanza di carburante nei gruppi elettrogeni». Il secondo black out, che coinvolse il Padiglione Morgagni, è della mattinata del 27 luglio: anche in questa circostanza il gruppo elettrogeno non si era attivato. D’Urso chiese di nuovo spiegazioni e a quel punto Agneni si sentì con la responsabile della Cofely Italia che gli prospettava la scusa da utilizzare per coprire la Stim srl. Per il gip Costantini «gli inconvenienti erano dovuti al fatto che la Stim aveva fatto proprie numerose commesse tra le quali anche le verifiche sui gruppi elettrogeni e di continuità, ma di fatto tali verifiche non erano mai state fatte».

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