Prezzo del latte, scontro Coldiretti-Regione
L’associazione diserta il tavolo voluto dall’assessorato. La Falchi: comportamento sorprendente
CAGLIARI. Il prezzo del latte pagato ai pastori scende sotto i 90 centesimi e Coldiretti punta il dito contro la Regione, a suo dire colpevole di avere abdicato al suo ruolo di intermediazione «garantendo un confronto leale e paritario tra mondo della trasformazione e produzione». Così l'associazione ha disertato gli incontri del gruppo ristretto per la costituzione dell'Organismo interprofessionale convocato dall'assessore all'Agricoltura a Cagliari. Le motivazioni che hanno spinto Coldiretti ad abbandonare il tavolo sono contenute in una lettera inviata al governatore Francesco Pigliaru. «In questo momento sono altre le priorità – scrivono il presidente Battista Cualbu e il direttore Luca Saba –. Ai pastori i trasformatori stanno proponendo per il 2017 dei contratti con prezzi di remunerazione del latte vergognosi e impronunciabili. I produttori non possono essere lasciati soli dalle istituzioni, in balia di una classe di trasformatori che nega le basi fondamentali di ogni rapporto». E attaccano la Regione perché lo scorso anno avrebbe mancato di esercitare il proprio ruolo, «quando sulla base di previsioni quantomeno fantomatiche, i trasformatori parlavano di una sovrapproduzione di latte di addirittura 100 milioni di litri rispetto ai 330 milioni dell'anno precedente. Produzione che invece si è fermata a 286 milioni».
Si dice stupita l’assessore Elisabetta Falchi per il forfait di Coldiretti. «Sono sorpresa dall'atteggiamento nei confronti del percorso di riorganizzazione del comparto che la Regione sta accompagnando in questi mesi. Il senso di responsabilità ci spinge a tener conto delle giuste istanze che provengono dal mondo degli allevatori ovini, in gran parte rappresentati proprio da Coldiretti. Sorprende ancora di più che oggi, quando il Gruppo di lavoro dell'organismo interprofessionale ha valutato alcune iniziative che rispondono proprio all'esigenza di trasparenza dei dati produttivi, il rappresentante al tavolo di Coldiretti abbia deciso di non partecipare».
All’ordine del giorno del tavolo la definizione del percorso di nascita dell’Oi. È stata inoltre proposta come sede legale Nuraxi Nieddu, in provincia di Oristano. Il presidente del Consorzio di tutela Salvatore Palitta ha ribadito la necessità, per la prossima campagna, di rispettare i limiti imposti dalla programmazione produttiva del Pecorino romano.
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