Prevenzione incendi e agibilità nessun istituto ha i certificati
SASSARI. Al di là del dato dei 345 euro, investiti nel 2015 per la manutenzione ordinaria di ogni scuola, Legambiente passa ai raggi X anche la situazione dei rischi connessi ad altri fattori. Lo fa...
SASSARI. Al di là del dato dei 345 euro, investiti nel 2015 per la manutenzione ordinaria di ogni scuola, Legambiente passa ai raggi X anche la situazione dei rischi connessi ad altri fattori. Lo fa stilando una classifica intermedia per immortalare la situazione delle amministrazioni comunali dove gli istituti scolastici risultano esposti a un maggiore rischio ambientale interno ed esterno, oltre che a rischio elettromagnetismo. Tra gli indicatori utilizzati per ottenere il punteggio finale, gli ambientalisti hanno esaminato la presenza o meno di campionamenti specifici all’interno delle scuole, la vicinanza ad aree industriali, l’esposizione a fonti di inquinamento atmosferico e acustico. Partendo dal dato della manutenzione ordinaria, che già da solo è il peggiore d’Italia, e affiancandolo alla ricognizione delle certificazioni degli immobili, viene fuori uno scenario ancora più critico. Sì, perché secondo i dati di Legambiente soltanto il 19,6 per cento delle scuole ha la certificazione di collaudo statico, l’8,8 per cento quella di idoneità statica e l’1 per cento quella di prevenzione incendi. Inoltre, non c’è un edificio che abbia la certificazione igienico-sanitaria e di agibilità. E ancora, in tutte le scuole è stato fatto un monitoraggio dell’amianto. In nessun istituto si è monitorato il radon e l’inquinamento elettromagnetico per alte e basse frequenze. Per Legambiente, anche la presenza del Wifi (c’è nell’8 per cento delle scuole) è considerato un rischio. Una serie di dati che restituisce una classifica del rischio, che aumenta avvicinandosi alla parte alta: Oristano (9°), Sassari (24°), Tortolì (67°) e Nuoro (75°). (s.s.)
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