La Nuova Sardegna

Metano, 500 milioni di risparmio

Il Gnl dovrebbe arrivare nel 2018: stimato il minor costo della bolletta energetica

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CAGLIARI. La Regione ha giurato che il metano arriverà fra due anni. Nell’attesa di quello che potrebbe essere un “miracolo energetico”, l’Associazione italiana degli economisti ha ipotizzato quale dovrebbe essere il risparmio per la Sardegna: intorno ai 450-500 milioni l’anno. Nel dossier dal titolo «l’arrivo del gas naturale nell’economia sarda», il dettaglio rende ancora meglio l’idea di come cambierà la bolletta energetica regionale. Ogni famiglia – stando allo studio – spenderà 270 euro in meno su un costo medio attuale di mille euro. Il totale dovrebbe superare i 135 milioni, considerato che nell’isola le utenze sono circa 500mila. Ancora più vantaggioso dovrebbe essere il risparmio per le industrie, con un picco fino a 265 milioni in meno di costi. Anche le amministrazioni pubbliche avrebbero un beneficio consistente, considerato che il taglio sulla bolletta per scuole, ospedali e uffici dovrebbe essere attorno ai 20 milioni. Un’altra decina di milioni sarebbe il risparmio possibile nel settore dei servizi e del terziario.

Civile. Nel dossier dell’Associazione c’è scritto: «Col passaggio dall’aria propanata al metano, tendendo conto che il Gnl ha un maggiore resa e costa la metà, ogni famiglia risparmierebbe 170 euro l’anno per la sola sostituzione del combustibile e altri 100 di riduzione della bolletta elettrica». Il dato positivo sarà ancora migliore – è scritto nello studio – «nel momento in cui i consumi di metano dovessero avvicinarsi alla media nazionale», mentre oggi la Sardegna a un consumo pro capite più pesante (+206 kilowattora per abitante) se confrontato a quello nazionale. Il motivo? L’utilizzo di scaldabagni e stufe elettriche nelle abitazioni.

Industria. «L’arrivo del metano – è un altro passaggio dello studio – porterebbe nell’industria alla sostituzione degli attuali combustibili, ora intorno all’90 per cento fra combustibili solidi e prodotti petroliferi, con un risparmio fino a 265 milioni nell’ipotesi più ottimistica di crescita economica». Se invece la crescita dell’industria dovesse essere pari a zero, il risparmio sarebbe comunque di 170 milioni di euro l’anno o intorno ai 220 milioni con un crescita minima dello 0,3 per cento e anche una leggera ripresa dell’edilizia. In ogni caso l’arrivo del metano – scrive l’associazione – «darebbe di per sè slancio all’economia per due motivi: renderebbe competitivo il costo delle produzioni, in altre parole le imprese non avrebbero più sulle spalle l’attuale maggior costo energetico, e poi la regione sarebbe appetibile per nuovi investimenti proprio grazie alla certezza che, col metano, i costi energetici sarebbero fissi». Soprattutto perché, stando a quanto ottenuto dalla Regione con la firma a luglio del Patto per la Sardegna, «all’isola il Governo assicurerà sempre, attraverso una sorta di calmiere potenziale, lo stesso prezzo base del metano praticato nelle altre regioni». Queste sono le previsioni, per verificare se sono reali i sardi dovranno però aspettare il 2018.

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