«Como è violenta come la Barbagia». Scoppia la polemica per un'intervista sul Corriere
La dichiarazione di un investigatore riportata dal quotidiano milanese. Le repliche: «Luoghi comuni dettati dall’ignoranza»
SASSARI. Ci risiamo. Cambia l’ambientazione, cambia il responsabile ma il luogo comune rimane lo stesso. Questa volta è stato il Corriere della Sera a utilizzare la Barbagia come termometro della violenza che germoglia sul lago di Como, dove qualcuno ha incendiato l’auto del sindaco di un paesino. E la fantasia è corsa subito al cuore della Sardegna, dove secondo alcuni si vivrebbe ancora alla stregua delle società tribali.
Il quotidiano milanese attacca l’isola partendo dalle dichiarazioni di un investigatore che, nel pezzo firmato da Andrea Galli, definisce “identico alla Barbagia” il clima che si respira nell’Alto Comasco, dove i cittadini ricatterebbero con il fuoco gli amministratori che non si piegano al loro volere. Un paragone assolutamente campato per aria che poteva far sorridere quando usciva dalla labbra di un giovane Diego Abatantuono che nel 1982, in un cult del cinema trash italiano, rispondeva a un superiore che “no, in Babbaggia no”.
Quando però il sillogismo compare 34 anni dopo sulle colonne del giornale più autorevole d’Italia, il discorso diventa più complicato.
«È il solito luogo comune – spiega Mario Zidda, ex sindaco di Nuoro – le controversie in Barbagia non si risolvono con la violenza. Forse è più facile che accada nelle metropoli anche se è chiaro che per la nostra terra c’è una percezione della criminalità che non tiene alcun conto delle statistiche, perché gli episodi di violenza e i fatti di sangue sono in grande diminuzione». E le colpe, questa volta, non possono essere divise in maniera equa: «Capisco che vengano riportate le dichiarazioni degli inquirenti ma mi sarei aspettato che un pregiudizio banale come questo venisse smentito dai dati che un buon giornalista dovrebbe perlomeno cercare». La conclusione è un invito, questo si alla maniera tipica dei barbaricini, a toccare con mano: «Venga a trovarci, verificherebbe le sue fonti e potrebbe ottenere un’idea di prima mano», conclude Zidda.
Più o meno sulla stessa falsariga sono anche le reazioni di Bruno Murgia, deputato ed ex direttore del museo etnografico di Nuoro: «È un modo di ragionare antico, sono cretinate figlie dell’ignoranza – spiega Murgia –. Ma se non bastassero le parole di chi vive la Barbagia, ci sono i dati a dimostrarlo: i crimini sono in calo, i sequestri sono un ricordo e ci sono sempre meno omicidi».
Il deputato del Gruppo misto, poi, prova a spegnere il fuoco della polemica: «Ormai sono episodi sporadici, l’idea della Barbagia arretrata che veniva fornita dai film è stata superata dalla realtà. Io non ne farei un tormentone – spiega ancora Murgia – una battuta cretina e ignorante non può mettere alla berlina un intero popolo che, invece, rappresenta l’esatto contrario. Possiamo e dobbiamo migliorare, per carità, ma abbiamo la cultura necessaria e tutte le possibilità per farlo».
La lotta ai luoghi comuni, in fondo, si può vincere anche in questo modo.
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