L’appello: vogliamo Stefano a casa
«Vogliamo Stefano a casa» è il gruppo pubblico nato su Facebook che nel giro di poche settimane ha riunito 5500 membri. Un risultato che rappresenta molto più di una sequenza di numeri. Il gruppo...
«Vogliamo Stefano a casa» è il gruppo pubblico nato su Facebook che nel giro di poche settimane ha riunito 5500 membri. Un risultato che rappresenta molto più di una sequenza di numeri.
Il gruppo raccoglie messaggi di solidarietà, di vicinanza e affetto a tutti i familiari di Stefano Masala, da ogni parte della Sardegna e dell’Italia. Parole che invitano a non mollare, a continuare a credere che il giovane di Nule possa avere una degna sepoltura. Così come da mesi chiede il padre Marco. E proprio lui, attraverso il profilo di un familiare, è voluto intervenire nel gruppo facebook per ringraziare tutti: «Commenti molto sentiti e convinti che ci permettono ancora di sperare nel ritrovamento del nostro caro e amatissimo Stefano. Sono passati 18 mesi e coloro che sono accusati della sua morte ancora non si decidono a confessare...A breve ci saranno i processi, speriamo che, almeno per loro convenienza, ci dicano che fine ha fatto e dove si trova Stefano». (na.co.)
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