«La sua funzione era un’altra»
Il segretario della Cgil alla giunta Pigliaru: intervenga subito
CAGLIARI. Michele Carrus è il segretario regionale della Cgil, a proposito di Insar rifiuta il termine di “carrozzone” «perché ci sono 21 dipendenti che hanno la loro dignità», ma non manda a dire che dire che la spa si è trasformata in un consulentificio. «Evidentemente la Regione non ritiene ci siano i presupposti per intervenire – dice il sindacalista – a giudicare dal pieno coinvolgimento nell’assessorato alla Programmazione e dell’assessorato al Lavoro. Noi riteniamo che ci voglia una profonda svolta, si spende di più in consulenze che in altro. E non era certo distribuire consulenze la missione di quest’agenzia che doveva essere di supporto alla filiera delle politiche di sviluppo sui settori strategici. Nel nostro giornale, L’Altra Sardegna, sono tornato su questo tema e ho posto la domanda sul perché ci sia questo numero eccessivo di consulenze, ho posto l’interrogativo pubblicamente ma la mia domanda è rimasta senza risposta».
Carrus in passato sostenne la necessità di restituire vita all’Insar: «Si cercava di dare una nuova missione alla società, con l’ex presidente Cappellacci si ragionò su Insar, Sviluppo Italia e Bic Sardegna per fare un’unica agenzia che funzionasse da facilitatore nel mondo del lavoro. Con Insar si sono fatte cose importanti: fu coinvolta nel protocollo d’intesa per la chimica verde a Porto Torres, fu cabina di regia per gestire in modo efficace la transizione da un processo produttivo a un altro».
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