No alle Poste smantellate Oggi il sì al “salva Sogeaal”
Il Consiglio regionale approva la mozione per evitare la chiusura degli uffici La maggioranza messa alla prova dal disegno di legge per lo scalo di Alghero
CAGLIARI. Prima la vertenza Poste e oggi il decreto “salva Sogeaal”: così i consiglieri regionali hanno messo ordine alle vertenze dell’ultim’ora. Se la mozione in difesa degli uffici nei piccoli Comuni è stata approvata all’unanimità, lo stesso (ma non è detto) potrebbe accadere questo pomeriggio per la ricapitalizzazione della società che gestire l’aeroporto di Alghero. Un passo alla volta, sembra essere il segnale lanciato dal Consiglio, che sa di essere messo sotto pressione – dai sindacati e dai sindaci del nord ovest – ma pare deciso a non sbagliare una mossa.
Sogeaal. Il dibattito sui 10 milioni destinati a salvare – sarebbe la sesta volta – i conti della società algherese potrebbe trasformarsi in una trappola per la maggioranza di centrosinistra. A presentare il disegno di legge approvato dalla Giunta, sarà l’assessore ai Trasporti Massimo Deiana. I capigruppo l’hanno inserito all’ordine del giorno con la procedura d’urgenza, senza il passaggio in commissione, ma quello che potrebbe accadere stasera sarà tutt’altro che una passeggiata. Non tanto al momento del voto, il sì è scontato, quanto nel dibattito. I pericoli sono due: l’attacco a testa bassa del centrodestra deciso a criticare a tutto campo la giunta Pigliaru sulla continuità territoriale. Se fosse così, la maggioranza per forza dovrà schierarsi in difesa dell’assessore anche se ha qualche dubbio. Il secondo rischio è la possibile contestazione dei sindaci, che avrebbero voluto un doppio voto: oltre a quello sul “salva Sogeaal”, anche sugli incentivi alle low cost. E invece, alla fine, ha vinto la linea di Deiana, con il secondo intervento – anche se il Pd ha una proposta quasi pronta – rinviato ad altra data e almeno fino a dopo il 28 novembre quando scadrà il bando per la privatizzazione della società. Quali saranno le reazioni dei sindaci e dell’opposizione a questa strategia in due tappe? È ancora un mistero.
Poste. All’unanimità il Consiglio ha approvato la mozione dei capigruppo, primo firmatario Daniele Cocco di Sel – che «sollecita la Giunta a opporsi allo smantellamento degli uffici soprattutto nei piccoli Comuni, con in più anche la possibilità di 750 tagli su 3.500 dipendenti». Cocco è stato deciso nel dire: «Non possiamo permettere che un’operazione finanziaria, la seconda fase della privatizzazione delle Poste, si trasformi in un incubo per quei territori dove la chiusura renderebbe ancora più drammatico lo spopolamento». È una linea di confine in cui tutti i partiti si sono allineati, anche se il centrodestra ha sottolineato: «Non è la prima volta che il Governo decide questi colpi di mano. L’anno scorso siamo riusciti a bloccarlo e dobbiamo dire no anche stavolta». Il colpo di spugna su molti sportelli, hanno ribadito i consiglieri, avrebbe «un effetto devastante in aree dove lo Stato è scomparso e ha lasciato in eredità il deserto». La Giunta ha condiviso le preoccupazioni del Consiglio: «Il piano di ristrutturazione – ha detto il vicepresidente Raffaele Paci – non può essere lo stesso per noi e la Lombardia. Il Governo dovrà ascoltarci».
Intanto, nel gruppo dell’Udc c’è stata una staffetta decisa dalla Cassazione: Alfonso Marras ha preso il posto di Gianni Tatti, dichiarato «ineleggibile» dopo ben due anni e mezzo,
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