E Briatore sui social esulta: go Donald go
Su Instagram e Twitter il manager italiano celebra la vittoria del tycoon suo storico amico
SASSARI. Prima una foto del nuovo presidente su Instagram e la scritta.«Go Donald go». Poi un tweet un po’ velenoso: “#presidentTrump è la dimostrazione che sondaggisti, opinionisti, giornalisti e vari guru... non capiscono un c.”. Flavio Briatore conferma la sua amicizia con il nuovo presidente americano Donald Trump. Mr Billionaire da subito ha dato il suo sostegno al candidato Repubblicano, anche quando per tutti era un impresentabile.
Perché Flavio e Donald si conoscono da sempre. Dai primi anni Novanta quando Briatore era un manager della Formula Uno e Trump un magnate votato alla costruzione di grattacieli. Si incontravano spesso a New York con Bernie Ecclestone. Poi tanti incontri in giro per il mondo. Cene nelle capitali di Europa e Usa e serate passate a discutere. Condividono anche una conduzione televisiva. Entrambi sono stati “il boss” nel reality show The Apprentice. Trump negli Stati Uniti, Briatore in Italia.
Briatore ha dimostrato di conoscere a fondo il Trump politico. Più volte quando tutti sostenevano che la sua vittoria sarebbe stata impossibile il manager di Cuneo ha capito che Donald avrebbe fatto successo. Briatore ha ribadito, anche in una recente intervista al Corriere della Sera, che il tycoon americano parla alla pancia della gente. E il suo punto di forza è proprio il non essere un politico di professione con cui la gente si identifica.
E Briatore ha messo in evidenza anche il paradosso che il miliardario Trump raggranelli appena 3 milioni di dollari alla settimana dai sostenitori della sua campagna contro i 40 di Hillary. Proprio per far lievitare il numero di donatori Trump è stato aiutato da una vecchia conoscenza della Costa Smeralda, Tom Barrak. Repubblicano da sempre, legato alla famiglia Bush, Barrak ha aiutato Trump a raccogliere fondi dai sostenitori della sua campagna.
Briatore spiega anche che Trump ha vinto dopo avere superato 16 candidati nel partito democratico. E ridimensiona l’immagine che il tycoon ha creato di sé durante queste elezioni. Nessun isolazionismo reale, nessun muro tra gli Usa e il Messico. Briatore dimostra di conoscere a fondo il nuovo presidente Usa e quando acnora era candidato profetizzava che Trump avrebbe vinto. Smentendo la profezia di Barack Obama e la convinzione dei democratici. Briatore spiegava che la forza di Donald era proprio nell’essere lontano dalla politica di professione, quella di Hillary e del grande sistema elettorale Usa.
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