Riparte da Ghilarza il sogno degli indipendentisti
GHILARZA. È iniziato da Ghilarza il “processo di rinascita della Sardegna”, un disegno che si poggia sui principi dell’autonomismo sardo. Hanno lanciato la sfida Sardigna nostra e “Amici, liberi,...
GHILARZA. È iniziato da Ghilarza il “processo di rinascita della Sardegna”, un disegno che si poggia sui principi dell’autonomismo sardo. Hanno lanciato la sfida Sardigna nostra e “Amici, liberi, identitari e indipendentisti”, che puntano a formare una nuova classe politica con il contributo d’idee degli ambienti della cultura sarda, della società civile, della gente comune e delle varie anime indipendentiste. Nella Torre Aragonese si è aperto il primo forum sul processo di cambiamento per un’entità politica in grado di sostituirsi ai partiti tradizionali dalle prossime elezioni regionali. Da qui l’appello a unire le forze: «È necessario arrivare a un punto di svolta e presentarsi alle urne con un’unica lista», ha esortato Danilo Scintu. Pierantonio Marchi, di Fortza Paris, ha esposto la sua idea di autodeterminazione nel progetto “Nur” mentre Angelo Cremone ha mobilitato gli ambienti intellettuali: «Dobbiamo lavorare a un nuovo piano di rinascita e la cultura deve scendere in campo», ha detto. È mancato, tuttavia, il contatto con la maggior parte dei partiti autonomisti. Chi non si è sottratto al confronto è stato Bustiano Cumpostu. Il leader di Sardigna Natzione non ha condiviso l’idea di un unico partito indipendentista ma ha rimarcato il ruolo che, pur divisi, hanno esercitato i vari movimenti: «Non bisogna demonizzarli ma ringraziarli per aver prodotto un’unica coscienza nazionale, alla quale la nostra generazione è più consapevole di appartenere. Dobbiamo essere un sistema politico alternativo», ha proposto invitando alla partecipazione al confronto avviato con la “Mesa nazionale, aperta a tutte le componenti dell’indipendentismo e alla società civile purchè non ci siano condivisioni e alleanze con i partiti occupanti».
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