La Nuova Sardegna

Lella Costa: «Lei è un esempio per tutte»

di Silvia Sanna
Lella Costa: «Lei è un esempio per tutte»

L’attrice conferma: il 26 a Roma il suo caso sarà preso come simbolo della violenza sulle donne

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SASSARI. Resta appesa, in silenzio, si sentono solo i sospiri. A chi si trova accanto a lei sussurra “dopo, dopo”, perché in questo momento sta ascoltando qualcosa di molto importante. E' la storia di Anna, una donna buona che sognava una seconda possibilità. Uccisa dal marito, "punita" con il fuoco perché voleva lasciarlo. Anna Doppiu è una delle donne «Ferite a morte» di cui Lella Costa parla nei teatri. Però la storia di Anna l'attrice e sceneggiatrice milanese non la conosceva. E nel sentirla rimane senza fiato. Si domanda come sia possibile che a parte il primo giorno sia rimasta confinata all'interno dei confini dell'isola. «Anche se in realtà capita spesso, quello che accade in Sardegna tante volte non viene fuori». Eppure quella di Anna «è una vicenda terribile che mi fa provare orrore e pietà – dice Lella Costa –. Penso a lei, così fragile, penso alla fine che ha fatto per mano dell'uomo al quale aveva dedicato tutta la sua vita. E sento una rabbia enorme verso quest'uomo, l'ennesimo, incapace di accettare un rifiuto». L'attrice va avanti, dice che Anna Doppiu è l'ultima vittima della maledizione che le donne si portano dietro. «Quella di giustificare sempre, di dire che lui fa così perché ci ama troppo, “ci ama da morire”. E allora noi donne perdoniamo le botte, gli insulti, le umiliazioni, perché diciamo che nascono dal troppo amore. Invece bisogna capire che il troppo amore non esiste, è una malattia, è qualcosa che ci farà soffrire e spesso morire». Ma c'è anche un'altra maledizione che tormenta le donne, «e che forse aveva segnato la vita di Anna – dice Lella Costa –. È quella di definirsi attraverso un ruolo, di moglie e di madre. Come se senza questo ruolo non esistessimo. È un grave errore perché porta ad annullarsi, a non vedere oltre. Ecco, forse Anna aveva iniziato a vedere, dopo 46 anni di convivenza, che poteva esserci anche altro. E lui non l'ha perdonata».

Lella Costa si sofferma sulla crudeltà mostrata dal marito nei confronti di Anna, ma anche sulla tremenda violenza «nei confronti della figlia. Perché mai quella ragazza potrà togliersi dagli occhi l'immagine della mamma avvolta dal fuoco, e dalle orecchie le parole del padre “vieni a vedere tua madre, è lì che brucia”». Lella Costa non ha dubbi: Anna Doppiu è un caso simbolo, la sua storia deve essere onorata e ricordata, «deve aiutare altre donne a capire quando è il momento di dire basta e allontanarci da chi ci fa del male». Alla giornata contro la violenza sulle donne, a Roma il 26 novembre, «tutti devono conoscere la storia di Anna, l'ultima vittima». Una donna buona, che sognava una nuova vita.

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