Ordigno potentissimo Era fatto per uccidere
Un chilo e mezzo di esplosivo davanti alla casa, ma la miccia si è spenta Grazia Cattina: non mi aspettavo una cosa simile. All’Asl si decide insieme
ILBONO. Un chilo e mezzo di esplosivo e la miccia bruciacchiata. Tanto basta per capire quanto danno avrebbe potuto provocare la bomba artigianale trovata sabato pomeriggio davanti alla casa della commissaria della Asl ogliastrina, Grazia Cattina. «Un gesto vile che condanniamo fermamente» sottolinea subito a chiare lettere il sindaco di Ilbono, Andrea Piroddi, vicino di casa della manager. Intenzionato, in un primo momento, a rinviare la presentazione ufficiale del Rally d’Ogliastra, in programma questa mattina nel palazzo municipale di via Elini. «No, non diamogliela vinta» è intervenuta la stessa Grazia Cattina. «Bisogna andare avanti» ha reagito la donna.
Due giorni fa, era uscita di casa intorno alle 17. «Non ho visto nulla – ha raccontato –, non mi sono accorta di nulla». È stato il marito, invece, Bruno Contu, 61 anni, responsabile del reparto di Nefrologia e dialisi dell’ospedale Nostra Signora della Mercede di Lanusei, ad accorgersi mezz’ora dopo della strana presenza di un tubo davanti alla loro casa, in via delle Sorgenti, a poca distanza dalla centralissima strada statale 198 che attraversa l’intero paese, 2.100 abitanti, a tre chilometri appena da Lanusei. Contu ha immediatamente allertato i carabinieri: quel tubo era un ordigno, confezionato con un tubo Innocenti lungo 30 centimetri, che fortunatamente non è esploso, forse a causa della pioggia di questi ultimi giorni. Non si sa, infatti, se la bomba sia stata posizionata in via delle Sorgenti due o addirittura tre giorni fa.
«Certo non mi aspettavo una cosa del genere – ha sottolineato Grazia Cattina –, posso solo dire che alla Asl lavoriamo come una squadra e che ogni decisione la prendiamo insieme. Facciamo parte di un sistema». Che l’attentato, fortunatamente mancato, e comunque l’intimidazione (i militari della compagnia di Lanusei che indagano sul caso non escludono neppure l’ipotesi di un difetto voluto di confezionamento), sia da legare all’attività commissariale presso la Asl di Lanusei, infatti, sembra essere assodato.
I due coniugi, professionisti molto conosciuti in Ogliastra, sono già stati sentiti dai militari. Originaria di Ozieri, 56 anni, Grazia Cattina, è stata nominata commissaria dell’Azienda sanitaria ogliastrina lo scorso agosto, prima di allora ha ricoperto il ruolo di direttore sanitario della stessa Asl. Ed è proprio attorno al ruolo professionale della donna che scavano in queste ore i carabinieri, coordinati dalla Procura di Lanusei, che in nottata hanno ascoltato sia lei sia il marito e hanno setacciato la zona alla ricerca di qualche elemento utile alle indagini. Al vaglio anche alcuni filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona.
«Siamo veramente scossi – ribadisce ancora il sindaco Andrea Piroddi –, tutta la comunità è dalla parte di questa famiglia per bene, sia lei, sia il marito sono persone per bene». Anche il giovane parroco del paese, don Luca Fadda, ha condannato fermamente «questo atto vile», ha detto dall’altare della chiesa San Giovanni Battista, alla messa domenicale di ieri mattina. Parole sottoscritte da tutti i sindaci dell’Unione dei comuni d’Ogliastra (Arzana, Elini, Lanusei, Loceri e Barisardo, oltre Ilbono) per voce della presidente Rosalba Deiana, primo cittadino di Elini.
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