Il feto tra le lenzuola aperte due inchieste
Indagano le procure di Tempio e di Nuoro, commissione interna alla Asl 3 Il manager Palermo ha chiesto scusa alla donna che aveva abortito
NUORO. Due inchieste, per il momento ancora contro ignoti e nelle quali non sarebbe finora configurato un reato ben preciso, ma ravvisata una gravissima negligenza. Un’inchiesta è stata aperta dalla Procura della Repubblica di Tempio, visto che è in una lavanderia industriale di Olbia che è stata denunciata la scoperta di un feto tra le biancheria da lavare arrivata dall’ospedale San Francesco di Nuoro. Il magistrato di Tempio ha per ora provveduto al sequestro del feto. L’altra inchiesta è stata aperta dalla Procura di Nuoro con l’obiettivo di accertare che cosa sia successo nel reparto ospedaliero nuorese e come mai il feto sia finito tra la biancheria da lavare e non abbia invece seguito le solite procedure previste in questi casi.
«Un fatto deprecabile e di gravità inaudita – ha spiegato Mario Palermo, commissario straordinario dell’Asl 3 di Nuoro, che ieri mattina è andato in ospedale per incontrare la signora che aveva abortito e porgerle le scuse da parte dell’Azienda sanitaria per quel che è accaduto –. Si tratta di una negligenza, è evidente, ma non doveva assolutamente succedere. Non ci sono parole. Sul gravissimo episodio dovrà essere fatta piena luce entro brevissimo tempo e non ci sarà alcun tipo di remora nei confronti delle persone coinvolte. Il nostro obiettivo è chiarire come, quando e perché è potuto succedere».
Per questo motivo, l’Asl 3 ha immediatamente istituito una Commissione d’inchiesta interna che è coordinata dal direttore sanitario, Maria Carmela Dessì ed è formata dal direttore del presidio ospedaliero San Francesco, Pasquale Arca, dal responsabile del Dipartimento dell’area chirurgica, Franco Mario Cossu, dalla responsabile del risk managemente Eleonora Gaviano e dal direttore del Servizio infermieristico, Angelo Piras. La Commissione ha immediatamente convocato il primario del Reparto di Ostetricia e ginecologia, Angelo Multinu, assente in reparto al momento dell’aborto, e poi ha anche cominciato a sentire il personale in servizio il giorno in cui è accaduto il drammatico episodio. La Commissione, che sta informando l’assessorato regionale alla Sanità sull’evolversi dell’inchiesta interna, si riunirà nuovamente lunedì.
Nell’ospedale San Francesco di Nuoro, due giorni fa, una giovane donna ha avuto un aborto spontaneo al terzo mese di gravidanza. In questi frangenti, il feto non viene immediatamente avviato, secondo le procedure, alla smaltimento come rifiuto speciale, ma per questioni di umanità si attende che la donna che ha abortito decida se vuole vederlo o meno. Il feto sarebbe stato quindi adagiato in un’apposita “culletta” in attesa. E probabilmente in questa fase è accaduto il dramma. Il feto, del peso di non più 300 grammi, non sarebbe stato notato dall’addetto al ritiro della biancheria sporca e sarebbe quindi finito nel pacco inviato quotidianamente per il lavaggio a Olbia, dove è stata fatta la macabra scoperta.
Subito dopo la segnalazione del ritrovamento, all’ospedale San Francesco erano arrivati gli agenti della squadra mobile di Nuoro, al comando del dirigente Paolo Guiso, che avevano immediatamente provedduto a interrogare il personale medico e paramedico presente in quel momento nel reparto di Ostetricia e Ginecologia.
Gli interrogatori sono continuati anche nella giornata di ieri ieri e andranno avanti anche nei prossimi giorni. I primi verbali sono comunque già stati trasmessi alle due procure di Tempio e di Nuoro. (re.nu.)
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