Low cost ad Alghero, piano da 30 milioni
Mentre cresce l'allarme per il buco della Sogeaal, in consiglio regionale spunta una proposta di legge per il rilancio dello scalo
SASSARI. L’ultimo salvagente da 30 milioni di euro lo lancia il consiglio regionale. L’aeroporto di Alghero affonda tra costi di gestione fuori controllo e numero di passeggeri in caduta libera. A ottobre ha chiuso con meno 20 per cento. Ma il futuro dello scalo è in un fazzoletto di tempo. Tutto in una settimana. Il 28 novembre si saprà se c’è qualche privato che lo vuole comprare. In caso contrario la giunta ha già preparato il salvagente pubblico. Ricapitalizzerà lo scalo e lo farà restare pubblico. Ma ora anche il consiglio si muove. È stata presentato un progetto di legge di iniziativa consiliare. Primi firmatari Pietro Cocco, Pd, e Salvatore Demontis, Pd. Ma di firme sulla legge ce ne sono 27. Nel testo vengono assegnati al Riviera del Corallo 10 milioni all’anno per tre anni, per finanziare le compagnie low cost.
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Il piano. La Sogeaal ha già elaborato il piano e la legge pensata dai consiglieri lo finanzierà per tre anni con 10 milioni ogni 12 mesi. Tutti dedicati ad Alghero. «Con queste risorse si potranno sostenere le compagnie che vogliono investire su Alghero – spiega Salvatore Demontis, Pd – e non solo Ryanair. E questa legge sarà applicata sia che lo scalo venga privatizzato, sia che resti pubblico». Una differenza non di poco conto. Se arriva il privato la Regione dovrà mettere solo il 28 per cento dei 10 milioni. Ma se non si presenterà nessuno dalle casse regionali dovranno arrivare tutti i 10 milioni. Un impegno importante per le casse pubbliche su uno scalo che ogni mese perde una media di 130mila euro.
Il braccio di ferro. Ma a questa iniziativa è impossibile non dare anche una lettura tutta politica. La proposta del consiglio mette in affanno la giunta. La road map l’aveva tracciata l’assessore Massimo Deiana. Prima la privatizzazione, poi la legge sugli incentivi alle low cost. Idea contestata da una parte del Pd, Renato Soru su tutti, da una fetta della maggioranza e da tutta l’opposizione.
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