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Non gli danno la birra e lui spara in aria

Non gli danno la birra e lui spara in aria

Orosei, il rifiuto del barista perché il cliente era ubriaco. Il 40enne trattenuto a lungo in caserma

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OROSEI. Il rifiuto del barista di versargli l'ennesima birra lo ha mandato in escandescenze. Un affronto insopportabile per un giovane quarantenne di Orosei, G.F. che ieri sera dalle parole è passato ai fatti, per far vedere a tutti quanto valeva.

Così è andato in macchina, ha preso il fucile che aveva con sé e ha esploso diversi colpi in aria (non si sa esattamente quanti), davanti a decine di persone che, terrorizzate, hanno cercato rifugio tra le stradine del centro storico.

L'episodio si è verificato poco dopo le 19 davanti al "Bar dei Giovani", in via Sebastiano Chisu, nei pressi della chiesa delle Grazie e del distributore della Esso, lungo la strada che porta verso Cala Liberotto. L'uomo, letteralmente ubriaco, è poi fuggito a bordo della sua auto dopo aver seminato il panico tra gli avventori del locale.

Del fatto sono stati avvisati immediatamente i carabinieri della stazione del paese che hanno fatto partire la caccia all'uomo. La fuga del “fuciliere”, però, è durata molto poco. A meno di un'ora dai fatti il quarantenne si è ritrovato seduto su una sedia della caserma dei carabinieri a rispondere, seppure ancora sotto gli effetti dell'alcol, alle domande dei militari.

Risultato incensurato e proprietario del fucile legalmente detenuto, G.F. non aveva però rinnovato il porto d'armi.

Il quarantenne è stato trattenuto in camera di sicurezza in attesa della decisione del sostituto procuratore della Repubblica di turno, mentre i militari hanno continuato a svolgere le indagini per raccogliere tutti gli elementi a suo carico.

Sono state sentite diverse persone: dai titolari del bar ai numerosi avventori che, come tutte le domeniche, si ritrovano nel locale “Bar dei Giovani” dov’ è anche possibile vedere le partite di calcio.

Un punto di ritrovo ma anche un luogo di passaggio per i lavoratori e i cacciatori che in questo periodo popolano le campagne del paese per le battute di caccia.

Un locale gestito da ragazzi tranquilli che certo non potevano immaginare una reazione simile ad un’azione fatta, senza dubbio, a fin di bene.

Un comportamento spropositato da parte del quarantenne che avrebbe potuto registrare conseguenze ben più gravi.

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