Giovedì il confronto sull’Europa dei popoli
Le diverse anime dell’area progressista, identitaria e indipendentista devono «discutere fra loro». Il congegno di giovedì pomeriggio (ore 17,30, a Cagliari, nella sede della Fondazione di Sardegna,...
Le diverse anime dell’area progressista, identitaria e indipendentista devono «discutere fra loro». Il congegno di giovedì pomeriggio (ore 17,30, a Cagliari, nella sede della Fondazione di Sardegna, in via Sal Salvatore da Horta) sull’Europa unita e dei popoli nasce con alle spalle anche questo progetto politico. È stato, pensato dal Gruppo Misto del Senato e dall’associazione culturale Pasolini. Così dopo aver messo intorno allo stesso tavolo un sempre possibile nuovo partito dei sindaci, quelli che sono stati di Sel, movimento prossimo allo scioglimento, ora provano a far discutere quanti un domani potrebbero riconoscersi in un terzo polo progressista e sovranista. È una vecchia idea, era molto forte all’inizio di questa legislatura, ma che col tempo ha finito per sfilacciarsi. Oggicon una visione politica proiettata su quello che potrebbe essere il «punto di caduta» per gli ex Sel sicuri di non entrare in Sinistra italiana, il senatore Luciano Uras ha organizzato giovedì il confronto sulla necessità di «riconoscere tutte le identità per costruire un’Europa unita». Al tavolo sono annunciati Christian Solinas, segretario del Psd’Az all’opposizione in Consiglio regionale ma col centrosinistra in alcuni Comuni, Paolo Maninchedda, presidente del Partito dei sardi, Massimo Zedda, sindaco di Cagliari (nella foto), Antonello Cabras, uomo forte del Pd, l’ex ministro Vannino Chiti, anche lui del pd, e Bruno Tabacci del Centro democratico.
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