La Nuova Sardegna

Cantone, project di Nuoro «Criteri sbagliati, da rifare»

di Alessandra Sallemi
Cantone, project di Nuoro «Criteri sbagliati, da rifare»

Il presidente dell’Anticorruzione: il fenomeno dilaga ma nell’isola incide meno I fondi del patto per Cagliari: la lente sulla spendita dei 168 milioni di euro

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CAGLIARI. Delinque in modo seriale, può contare sull'omertà di chi gli sta attorno, trova con facilità il modo di occultare i redditi illeciti e sfrutta le lentezze della giustizia per cavarsela con la prescrizione del reato quando finisce sotto processo. È l'identikit del corruttore che facilmente è il burocrate di un ufficio pubblico, ma anche il politico di un'assemblea elettiva o, come mostrano troppi casi di cronaca, un imprenditore o un professionista. Un tempo gli imprenditori erano vittime della corruzione, ma consideravano la tangente quasi un costo aziendale e, d’altronde, la richiesta di denaro da parte di un funzionario non provocava una grande riprovazione sociale. È stato così che, anche a causa di questa sottovalutazione, negli anni il fenomeno è cresciuto, si è radicato e porta oggi il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ad affermare che la «corruzione è parte integrante del nostro sistema paese». L'occasione per rilanciare l'allarme e tracciare una via d'uscita l'ha creata ieri la Questura di Cagliari che, al Lazzaretto, ha organizzato un convegno-seminario sul tema “Il contrasto al fenomeno corruttivo, tra prevenzione e repressione” destinato agli operatori di polizia (e aperto al pubblico) perché nel 2015 nelle questure sono nate le squadre anticorruzione, una misura che dimostra la gravità del fenomeno e la necessità di contrastarlo con forze dedicate.

È recente un intervento dell’Anticorruzione a Nuoro dove, dopo «una lunghissima istruttoria», è stato bocciato il project financing della Asl per un progetto da un miliardo di euro in 27 anni, poi annullato anche dall’azienda sanitaria: «Abbiamo accertato come il project financing, istituto fondamentale per rilanciare il sistema dei lavori pubblici – ha detto Cantone –, spesso venga utilizzato con interessi che nulla hanno a che vedere con il partenariato tra pubblico e privato, cioè si trova il modo di scaricare tutto sul pubblico senza rischi per i privati. Noi diamo per scontato che il progetto di Nuoro debba ripartire, l’amministrazione stabilirà i criteri».

Coordinati dal prorettore dell'Università di Cagliari, Pietro Ciarlo, hanno portato analisi e informazioni sulla lotta alla corruzione, oltre al presidente dell'Autorità, il vice capo della Polizia, Antonino Cufalo, il presidente onorario della Federazione antiracket, Gaetano Grasso, il procuratore della Repubblica di Cagliari, Gilberto Ganassi, il membro per l'Italia nell'Eurojust, Filippo Spiezia.

Cantone: «La corruzione non è più un reato contro la pubblica amministrazione, ma contro l'economia e la libera concorrenza e mette in discussione la convivenza civile, la corruzione si è evoluta quando, nella pratica, è saltata la differenza tra corrotti e corruttori perché il corrotto è diventato anch'egli agente di corruzione. Il mondo imprenditoriale è parte di queste logiche, non è più semplice vittima». Sembra un paradosso, ma più la corruzione si è estesa più è diventato difficile farla emergere: ecco perché è utile la legge del 2015 che prevede attenuanti specifiche per chi collabora, ma c'è la necessità di «ampliare la platea dei reati che possono essere motivo di intercettazioni». La prevenzione si fa anche con la repressione (Ganassi): quando l’87 per cento delle condanne finiva con la sospensione condizionale della pena il primo aiuto è arrivato dalla legge Severino. Il parallelo col sistema mafioso delle estorsioni è stato tracciato da Gaetano Grasso, «si sta provando a varare norme - diceva Cantone - che sterilizzino il rischio di corruzione nelle strutture sensibili come gli uffici delle concessioni edilizie. La misura anticorruzione per eccellenza è la trasparenza, così come una politica che risolva i conflitti d’interesse, sistematici da parte di coloro che fanno i controllati e i controllori». Spiezia dell’Eurojust (agenzia europea di coordinamento contro le criminalità): «È vero che corruzione e criminalità organizzata sono legate, l’Ue ha rilanciato l’impegno contro la corruzione, ci sono fondi per le squadre investigative». Spiezia ha sottolineato che dove c’è corruzione c’è riciclaggio. Da magistrato, avvertì che «la Sardegna era a rischio per il riciclaggio di denaro sporco», ma «c’è stata attenzione» con buoni risultati se, come ha detto il questore Danilo Gagliardi: «Il fenomeno della corruzione qui è ridotto». Infine, vigilanza annunciata anche sulla spendita dei 168 milioni di euro del patto per Cagliari.

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