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lite sul referendum

Un post scatena la polemica Cirinnà alla Murgia: sei omofoba

SASSARI. I piedi di un uomo dentro una doccia e per terra una saponetta con lo slogan del Sì. Un’immagine che rimanda ai soliti cliché da caserma. La foto da giorni circola sulle bacheche dei...

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SASSARI. I piedi di un uomo dentro una doccia e per terra una saponetta con lo slogan del Sì. Un’immagine che rimanda ai soliti cliché da caserma. La foto da giorni circola sulle bacheche dei sostenitori del No. Un messaggio che lascia pochi dubbi all’immaginazione. Tra i tanti ad averla postata anche la scrittrice Michela Murgia, da sempre schierata contro la riforma costituzionale di Renzi. «La campagna che mancava», aggiunge l’ex candidata alla presidenza della Regione a corredo della foto. Una presa di posizione che scatena la furia di numerosi follower, che l’accusano di omofobia. A scendere in campo con un duro attacco alla Murgia è anche la senatrice Monica Cirinnà, madre della legge sulle unioni civili. «Che questa campagna referendaria stia assumendo toni davvero inaccettabili lo dimostra la foto che sta circolando da qualche ora tra i sostenitori del No – scrive l’esponente del Pd –. Utilizzare il più becero cliché del cameratismo omofobo, che pone l’atto omosessuale in senso spregiativo e canzonatorio, a sostegno della campagna referendaria è davvero intollerabile. Sorprende poi ancora di più che questa immagine volgare sia stata oggi condivisa da chi, come la scrittrice Michela Murgia, si è sempre dichiarata a parole dalla parte delle minoranze di ogni tipo. I tweet che ribadiscono il suo sostegno a questo tipo di campagna omofoba lasciano senza parole e indignano. Esclusa la svista del primo momento – conclude la Cirinnà – non rimane altro che pensare che pur di difendere le proprie ragioni, ognuno sia pronto a mettere in gioco anche i peggiori pregiudizi che, evidentemente, in altre occasioni riesce invece a nascondere». Senza citare la Murgia, contro la foto incriminata, interviene anche il sottosegretario Ivan Scalfarotto, che chiede alla campagna del No di ritirare «quell’immagine omofoba perché collega il rapporto anale a una cosa che è sempre violenta, umiliante. Che può essere solo subita, certamente mai voluta. È la conferma dello stereotipo per cui il rapporto sessuale completo tra due uomini non può mai essere voluto, soddisfacente, maturo, desiderato, basato sull'amore e sul desiderio reciproco».

Ma per la Murgia l’immagine della saponetta non contiene nulla di offensivo nei confronti degli omosessuali. «Da ore vengo accusata di omofobia per una foto dove di omofobia non c’è traccia», risponde su Twitter a chi la contesta. La scrittrice difende la foto, e la sua scelta di postarla, definendola una metafora. E lo fa pubblicando la famosa vignetta dell’ombrello di Altan. «In due piedi nudi vedete un omosessuale, in una doccia vedete un carcere. Io voglio la vostra fantasia, giuro. Quindi se arriva un ebreo e mi dice “sei nazista perché nella foto ci sono la doccia e la saponetta” ha ragione?». E davanti a chi la accusa di essere stata di cattivo gusto, lei preferisce spostare il tiro sul referendum. «Di cattivo gusto è una riforma costituzionale che rende il Senato non elettivo e aggiunge 300mila firme per indire un referendum».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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