Allarme sifilide a Cagliari diciotto casi in due mesi
Dall’inizio del 2016 sono 31 i pazienti che hanno sviluppato la malattia I dati arrivano dall’Azienda ospedaliera universitaria: serve maggiore attenzione
CAGLIARI. Diciotto casi di sifilide in poco più di due mesi, 31 dall’inizio del 2016 contro i 5 a Sassari sempre dal gennaio 2016 e i 9 a Cagliari nel 2015. I numeri preoccupanti sono stati registrati dal Centro per le malattie sessualmente trasmissibili della clinica dermatologica dell’azienda ospedaliero universitaria di Cagliari e segnano un picco mai visto prima. I 18 pazienti che si sono presentati negli ambulatori del San Giovanni di Dio hanno contratto la malattia per rapporti non protetti: sono tra i 20 e i 40 anni, tutti uomini nati a Cagliari o nel circondario.
«Si tratta di una malattia molto contagiosa – dice Nazareno Pacifico, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari – ed è facilmente trasmissibile con tutti i tipi di rapporti non protetti. Questo è un punto fondamentale: è un problema che interessa sia chi ha rapporti eterosessuali sia omosessuali non protetti e, in particolar modo, occasionali. I dati parlano chiaro: aumentano le malattie sessualmente trasmissibili e si abbassa l’età dei pazienti: in particolare sono i giovani e i giovanissimi a esserne colpiti. È importante diffondere una corretta informazione sanitaria in particolare tra i giovani perché le malattie trasmissibili sessualmente non devono essere sottovalutate e possono essere tranquillamente prevenute».
La sifilide, spiega Franco Rongioletti, direttore della Clinica Dermatologica, «è provocata da un batterio chiamato Treponema pallidum che provoca una malattia dapprima localizzata nel punto in cui il batterio penetra e che tende poi a diffondersi a tutto l’organismo». La malattia si sviluppa generalmente in due fasi.
I 31 casi di sifilide registrati a Cagliari in un anno sono il sintomo di un trend pericolosamente in aumento: il ritorno delle vecchie malattie sessualmente trasmissibili nel mondo. Secondo le ultime statistiche dell’Organizzazione mondiale della sanità, malattie a trasmissione sessuale come clamidia, gonorrea e sifilide colpiscono 215 milioni di persone ogni anno. In particolare, si stima che ogni anno 131 milioni di persone contraggono la clamidia, 78 milioni la gonorrea e 5,6 milioni la sifilide.
In Europa le malattie sessualmente trasmissibili sono la manifestazione delle infezioni più diffuse dopo quelle respiratorie. L’ultimo report pubblicato a marzo di quest’anno dal Centro europeo di controllo delle malattie (Ecdc), tra il 2005 e il 2014 sono stati segnalati oltre 3,2 milioni di casi di clamidia, l’infezione sessualmente trasmessa più diagnosticata nei paesi dell’Unione Europea, interessando soprattutto le donne e i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Anche malattie come la gonorrea e la sifilide, che sembravano del tutto scomparse, fanno registrare un aumento improvviso della loro incidenza, soprattutto nelle grandi città metropolitane e a carico di popolazioni con un rischio di infezioni trasmesse sessualmente più elevato.
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