Caso Vesuvius, c’è un acquirente
Gli operai si incatenano ai cancelli. L’assessore Piras: a giorni l’incontro al Mise
CAGLIARI. Nuovo vertice al Ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Vesuvius giovedì primo dicembre. Regione, sindacati e ministero incontreranno un imprenditore interessato all'acquisizione degli stabilimenti di Macchiareddu e Avezzano, in Abruzzo. Gli stessi che la multinazionale ha deciso di chiudere entro il 31 dicembre. È stata l'assessore regionale all'Industria, Maria Grazia Piras, a riferirlo di persona ai sette lavoratori che di mattina si erano incatenati ai cancelli degli impianti alle porte di Cagliari e avevano anche avviato lo sciopero della fame e della sete. Gli operai, dopo la notizia ricevuta, hanno deciso di mettere fine alla protesta. Continuerà, anche oggi lo scioperò proclamato dai sindacati.
«Pronti ad assumere tutte le iniziative a sostegno della vertenza Vesuvius». Lo ha dichiarato il presidente della commissione Attività produttive in Consiglio regionale, Luigi Lotto, Pd, dopo l'incontro con i rappresentanti sindacali dei lavoratori che dall'1 gennaio 2017 potrebbero ritrovarsi senza un'occupazione. «Il parlamentino – precisa Lotto –, attenderà l'esito della riunione convocata per l'1 dicembre al Mise alla quale prenderà parte anche l’imprenditore interessato all'acquisizione degli impianti. In caso di esito negativo dell'incontro, la commissione potrebbe adottare una risoluzione ad hoc o, in alternativa, presentare un ordine del giorno unitario da far votare in Consiglio». I rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil - Giampiero Manca, Efisio Ibba e Tore Sini - hanno illustrato le ultime novità della vertenza. «L'unico modo per impedire alla multinazionale di delocalizzare la produzione - hanno detto - è bloccare le commesse italiane. La Vesuvius ha un contratto con l'Ilva di Taranto per 90 milioni di euro. È inaccettabile che una società in attivo decida di mandare a casa i lavoratori e continui a sfruttare il mercato italiano».
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