L’Upc: «Il manager Moirano non indossi la maglia del Pd»
CAGLIARI. Nella campagna per il referendum, i manager devono restare fuori e chi li coinvolge sbaglia. A sostenerlo è il capogruppo dell’Upc in Consiglio regionale Pierfranco Zanchetta, che critica...
CAGLIARI. Nella campagna per il referendum, i manager devono restare fuori e chi li coinvolge sbaglia. A sostenerlo è il capogruppo dell’Upc in Consiglio regionale Pierfranco Zanchetta, che critica il coinvolgimento, voluto dal Partito democratico, del direttore generale dell’Asl unica, Fulvio Moirano, in «una – scrive – smaccata assemblea a favore del Sì». È una questione di opportunità e anche di stile, sottolinea Zanchetta, per aggiungere: «La presenza di Moirano in quel dibattito, organizzato dal Pd, ci lascia alquanto perplessi e dubbiosi sull’imparzialità e l’indipendenza dello stesso manager dai partiti». Fino all’affondo decisivo: di Pierfranco Zanchetta «Il direttore generale dell’Asl unica, esposto al tavolo referendario del Sì, sembra a questo punto giocare una partita con la casacca di un solo partito, non con quella della coalizione di centrosinistra o dell’intera Sardegna». Per chiudere il comunicato con due frasi secche: «Non ci possono essere dubbi, quella di Fulvio Moirano è stata un’improvvida discesa in campo, con un ruolo che non gli si addice, visto che dovrebbe essere superparters ed è un autogol che ha esposto la figura del manager davvero a un brutto esordio».
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