La Nuova Sardegna

Di Battista, show nell’isola il leader M5s fa il pieno

di Giovanni Bua
Di Battista, show nell’isola il leader M5s fa il pieno

Tappe a Sassari e Cagliari per convincere gli elettori del Movimento a votare No: «Pronti a governare anche la Sardegna e a rilanciare la sua vocazione turistica»

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SASSARI. «Alle Regionali l’ultima volta non ci siamo presentati, perché non siamo gente attaccata alle poltrone. Ma ora siamo strapronti, e quindi la Sardegna la governiamo noi». «La vostra Isola l’ho girata in moto. C’è un pezzo tra Bosa Marittima e Alghero, mai visto niente di simile in vita mia. Qui i turisti dovrebbero essere milioni anche d’inverno. E invece stamattina all’aeroporto c’ero solo io». «Per favore basta panadas, ho la casa piena e vanno a male. Se mi volete corrompere Cannonau e olio, sardo però, non quello tunisino a cui hanno permesso di invadervi».

È un tornado che soffia impetuoso quello di Alessandro «Dibba» Di Battista, 38 anni, zainetto in spalla e sala strapiena ai suoi piedi. E lui, alter ego del compassato Luigi Di Maio, con cui doveva far coppia in questo “TreNo Tour #iodicono” e che all’ultimo momento è stato trattenuto a Roma, non delude le attese.

Faccia pulita e atteggiamento “easy”, nemmeno un “amico” un po’ più robusto del solito a guardargli le spalle, e selfie e strette di mano con tutti. «Fate entrare la gente che è fuori, fatela sedere in terra, siamo il Movimento 5 Stelle, mica Renzi che salda i tombini», dice ai suoi che cercano di controllare un minimo l’ingresso nella sala dell’hotel Grazia Deledda piena come un uovo. «Dovevamo andare in piazza ma piove», spiega. E poi, dopo gli interventi dei consiglieri comunali sassaresi, del sindaco di Assemini Mario Puddu, e dei parlamentari del territorio che lo accompagnano per tutto il giorno, molla il microfono che non funziona e si mette a parlare al centro della sala, in mezzo alla gente.

Un’ora fitta, di digressione pura. Che non dà l’idea di un copione mandato a memoria nelle decine di comizi che da settimane fa ai quattro angoli d’Italia, ma piuttosto di una chiacchiera tra amici. Perché il dono di «Dibba», rispetto un Di Maio che già si muove con passo di statista, è proprio questo: la capacità di mettere la gente a proprio agio.

E l’ex catechista nella parrocchia romana di Santa Chiara, che gira in scooter perché non ha patente, ha appena pubblicato il libro “A Testa in su” e ha una pagina facebook che piace a più di un milione di persone questo ha fatto. E tutti si sono sperticati in urla e applausi.

«Mentre il Paese reale chiede legalità e la soluzione dei problemi, il Pd pensa a far passare un emendamento in piena notte, come fanno i ladri, per fare di De Luca il commissario della Sanità in Campania», ha detto alla stampa prima di iniziare per tener calda la polemica lanciata l’altro ieri a La Gabbia su La7. E poi «La Sardegna dovrebbe essere una delle terre più ricche del mondo, ma per loro la priorità è potersi scegliere i senatori e approvarsi le leggi che garantiscano i privilegi». O ancora: «Il presidente del Consiglio mente su tutto e quindi mente anche sulle riforme costituzionali». Tratti di un filo, che Di Battista ha ripreso in serata a Cagliari, dopo aver attraversato l’Isola in treno, accolto da decine di attivisti ad ogni fermata. Questa volta ad esser strapiena era la ben più grande stazione marittima, collegata in diretta facebook sul suo profilo con svariate migliaia di persone. E qui «Dibba» ha lanciato la parola d’ordine del «Cammino per la Costituzione», domani a Roma. «Ognuno deve diventare sindaco di se stesso, del proprio metro quadro». Per poi ripartire per il suo tour che, comunque vada il 4 dicembre nel popolo, e nei vertici, del Movimento lo ha definitivamente consacrato.

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