La Nuova Sardegna

Regione: bene sulla sanità spesa alta sulle partecipate

di Mauro Lissia
Regione: bene sulla sanità spesa alta sulle partecipate

I giudici promuovono i conti della giunta Pigliaru: diminuiti i costi per la salute L’assessore Raffaele Paci soddisfatto: abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio

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CAGLIARI. La spesa sanitaria cresce ma incide meno sul bilancio della Regione, aumenta la spesa farmaceutica, cala leggermente il peso delle buste paga ma cresce quello degli incarichi e delle consulenze negli enti controllati: dalla verifica del rendiconto generale compiuta dalla sezione di controllo della Corte dei Conti l’amministrazione Pigliaru sembra uscire bene, malgrado il 2015 fosse il primo esercizio finanziario condizionato dalle norme sul bilancio armonizzato, le stesse che hanno paralizzato la capacità di spesa dei comuni generando un malcontento generale. Dai numeri analizzati con rigore dai magistrati contabili risulta ciò che l’assessore al Bilancio Raffaele Paci ha sottolineato con orgoglio all’adunanza convocata ieri mattina alla sede di via Angius: l’operazione di pulizia dei conti promessa all’avvio della legislatura può dirsi compiuta, i punti critici richiamati dalla relatrice Valeria Motzo riguardano gli enti, dove la vigilanza sulle spese dev’essere rafforzata: «Abbiamo attraversato il guado - ha sostenuto Paci - perché il pareggio di bilancio è stato conseguito in tutti i suoi aspetti». Risultato non facile, come lo stesso presidente della sezione di controllo Francesco Petronio ha premesso, tenendo conto degli obblighi legati alle nuove regole e alla situazione ereditata: «Nel 2013 avevano residui passivi per 5 miliardi e attivi per 4 - ha fatto i conti Paci - con un disavanzo occulto di un miliardo. Ora la forbice è scesa a 200 milioni». Effetto di un lungo lavoro di riaccertamento di crediti e debiti, gli uni sfrondati da quelli ormai impossibili da esigere e gli altri saldati gradualmente. C’è un passo ancora da compiere, la nomina del collegio dei revisori dei conti, che avvicinerà il controllo del sistema finanziario regionale a quello delle aziende: «Siamo a buon punto - ha annunciato l’assessore Paci - manca però il parere del ministero dell’economia». L’ottimismo per il futuro invece sembra esserci già: «Attraverso il bilancio armonizzato - ha spiegato Paci - tutti gli impegni di spesa potranno essere soddisfatti perché non più bloccati dal patto di stabilità e già nel 2015 abbiamo potuto spendere oltre 400 milioni in più rispetto al 2014. Altro tassello importante è l'istituzione dell'agenzia sarda delle entrate, che ci consentirà un controllo attento sulle entrate». Un punto interrogativo, secondo la Corte dei Conti, riguarda la spesa sanitaria: «La Sardegna - ha replicato l’esponente della giunta regionale - sta pagando 50 milioni di euro in più di farmaci innovativi che prima non c'erano, senza i coerenti trasferimenti dal fondo nazionale». D’altro canto il rendiconto 2015, nella parte riferita al disavanzo delle Asl pari a -344 milioni «non tiene conto degli altri passaggi effettuati nel 2016, abbiamo già stanziato 250 milioni e ora ci saranno gli ulteriori 120 milioni dell'assestamento all'esame del Consiglio regionale».

Qualche numero per capire, secondo la Corte dei Conti. Migliora il risultato dell'esercizio dell'anno scorso, con un disavanzo che passa da circa 1,4 miliardi di inizio 2015 ad oltre 1 miliardo e 393 milioni comprese le somme accantonate e vincolate, con un decremento di poco meno di 80 milioni rispetto ai 32 milioni previsti ogni anno dalla Regione per il ripiano del disavanzo nell’arco di trent'anni. La relatrice ha evidenziato come l'operazione di revisione dei residui attivi, cioè i crediti, abbia comportato una riduzione del 75,3% e del 79,1% rispetto ai valori del 2014 e 2013. Stessa situazione per i cosiddetti residui passivi, i debiti della Regione su impegni a pagare contributi o opere, con una riduzione di circa il 70% rispetto al 2014.

Le partecipate. I giudici contabili hanno messo in evidenza che la spesa nel 2015 per il personale ha superato i 254 milioni di euro con un incremento del 4,5%, dovuto essenzialmente all'aumento dell'aliquota Irap, ma i dubbi riguardano la quota di 185 mila euro (+65,5% rispetto al 2014) per gli incarichi e le consulenze. Sulle partecipate la Corte ha ribadito «l'incongruenza costituita dall'assegnazione di contributi da parte del socio Regione, perché tali fatti potrebbero contravvenire al sistema comunitario di tutela della concorrenza». Il riferimento della Corte è per i 20 milioni trasferiti ad Abbanoa.

Quanto alle altre partecipate la spesa del personale si è ridotta dell'1,5% ma i giudici contabili segnalano degli incrementi: è il caso della Sotacarbo, la società per la ricerca energetica, con un incremento del 39% e delle società di gestione degli aeroporti di Alghero e Cagliari, Sogeaal e Sogaer, rispettivamente +4,2% e +4,1%. Altro problema gli 810 milioni spesi per incarichi professionali. Sulla spesa sanitaria a fronte di un decremento del 6% della spesa impegnata dall'assessorato (oltre 3,4 miliardi) e di un incremento dei costi di produzione, le Asl hanno registrato un disavanzo di -344 milioni di euro.

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