Una speranza per gli esodati edili
La richieste dei sindacati degli operai arriveranno in Senato
CAGLIARI. A piccoli passi verso la soluzione del problema di 15mila esodati che fanno a botte con il futuro. I lavoratori edili della Sardegna si sono riuniti a Cagliari davanti ai sindacati e ai senatori Ignazio Angioni e Silvio Lai.
Gli edili hanno giudicato positivamente i passi avanti individuati dal confronto tra Governo e Cgil, Cisl e Uil. Diverso il discorso sull'Ape agevolata a cui potrebbero avere accesso anche gli operai edili, così come proposto nella legge di Stabilità per il 2017 in discussione in queste settimane in Parlamento in cui si propone che, per aver accesso all'Ape agevolata, l’operaio edile al compimento del 63esimo anno di età debba avere 36 anni di contributi, di cui gli ultimi 6 anni di lavoro continuativo. Un rarità per chi lavora alcuni mesi l'anno, di solito da febbraio a ottobre per motivi climatici e con contratti di lavoro che iniziano con l'avvio del cantiere e terminano con la fine dei lavori.
Inoltre, tra le tante piaghe che affliggono il settore diffuso c’è il lavoro nero e irregolare che inevitabilmente si ripercuotono sui salari e sugli impegni dei lavoratori. Ragioni più che sufficienti per chiedere che il criterio dei 36 anni di contribuzione minima sia ridotto il più possibile e che tra gli anni validi per l’accesso all’Ape agevolata valgano anche le integrazioni al reddito riconosciute in passato (disoccupazione ordinaria e ridotta, speciale edile, mobilità) sulla falsariga del riconoscimento dell'indennità speciale edile ai fini dell'anzianità. Infine, gli edili chiedono che venga cancellato ogni riferimento ai 6 anni di lavoro continuativo.
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