Boschi: la riforma salverà le specificità della Regione
Il ministro dem nel suo tour a Sassari e Cagliari spiega le ragioni del Sì: «Solo vantaggi per i cittadini. Stop agli sprechi e alle spese inutili della politica»
SASSARI. «La specialità della Sardegna? Non è in discussione. Ed è paradossale che qualcuno lo possa pensare. Uno dei punti per cui attaccano la Riforma è proprio perché non tocca le Regioni a statuto speciale. Ma evidentemente, varcato il mare, la propaganda cambia segno».
Parla con voce bassa e sicura Maria Elena Boschi, minuta e gentile tanto da sorprendere chi si aspettava la “Leoparda” che dalla Leopolda 2013 in poi aveva spiazzato tutti con la sua audacia e sfrontatezza. Della ministra per le Riforme, alla fine della massacrante maratona per portare a casa il Sì al referendum di domenica, è venuta fuori la parte più vera: quella della prima della classe, che prende solo voli di linea, e impedisce alla scorta di prenotarle anche un semplice imbarco prioritario. Che agli appuntamenti arriva in anticipo, che risponde lei a tutti i messaggi e le domande, che non ama i sondaggi e sgobba sui dossier per ore e ore.
Uno su tutti, quello su cui «l’Italia, e non il governo, sta giocando il suo futuro»: quello sul referendum sulla Riforma che porta il suo nome. Che difende con vigore prima a Sassari, in una stracolma sala della Camera di Commercio. Con il sindaco Nicola Sanna che apre l’appuntamento chiedendole scusa per alcuni post pesantissimi apparsi in facebook sotto la notizia del suo arrivo. «Attacchi inqualificabili, sessiti, che non accettiamo», tuona il primo cittadino. Con la ministra che fa spallucce: «Ci sono abituata».
Poi nel pomeriggio a Cagliari, al THotel. Per tirare la volata a una campagna che non si ferma, anzi cambia di marcia: «Perché c’è una persona su 4 che ancora non ha deciso come votare. E alla fine vincerà chi avrà più voglia di arrivare alla fine. Chi non mollerà proprio in questi giorni».
E poi via con le ragioni del Sì. Iniziando dall’argomento che più agita sonni e dibattiti dei sardi: «Con la Riforma viene salvaguardata la specialità, e questa è una delle principali critiche di chi vota no. Viene salvaguardato anche il principio per cui determinati provvedimenti, a iniziare dalle modifiche statutarie, passeranno dall’intesa con le Regioni a Statuto speciale, ma vivere in un Paese che funziona meglio è un vantaggio per tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione in cui abitano. Avere risposte in tempi rapidi, avere meno sprechi e meno costi, credo sia un vantaggio per i cittadini di ciascuna Regione senza che vengano messe in discussione alcune peculiarità di alcune Regioni e della loro storia». E poi: «Ridurremmo di un terzo il numero dei parlamentari e ridurremmo il costo di alcuni enti ormai inutili, come il Cnel e ci sarà anche un nuovo rapporto tra Stato e Regioni, senza confusione e sovrapposizione delle competenze». E infine: «C'è chi sta chiedendo di votare con la pancia e non con la testa, mentre io credo che si debba votare con la testa e con il cuore. Bisogna tenere fuori dalla scheda quello che non c’è non è in ballo del futuro del Governo, del Pd o mio, ma quello dell’Italia. Chi sta bene vota No, mentre chi pensa che le cose potrebbero andare meglio vota Sì e decide di accettare la sfida».
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