Entro Natale i soldi ai lavoratori delle Zir senza stipendio
La Regione stila il cronoprogramma per saldare i debiti Subito 250mila euro, poi 16 milioni di euro sino al 2018
SASSARI. Otto anni vissuti nell’incertezza, per alcuni almeno due trascorsi senza stipendio: al lavoro gratis ogni giorno, cercando di fare finta di niente, per non perdere il treno. I dipendenti dei Consorzi Zir, in liquidazione dal 2008, dopo tanti sacrifici stanno per vedere la luce: le rassicurazioni sono arrivate ieri, durante un incontro a Villa Devoto. Ancora parole, per ora, ma accompagnate da qualche elemento in più che fa ben sperare. È stato il capo di gabinetto della presidenza del Consiglio Filippo Spanu a incontrare i rappresentanti dei 3 consorzi Zir più in difficoltà: Mariolino Azzena, coordinatore regionale e dipendente della Zir di Tempio, Giancarlo Ortu di Siniscola e Paolo Deligia, unico lavoratore del consorzio Zir Valle del Tirso. Tra gli 8 consorzi regionali, sono quelli contemporaneamente oberati dai debiti e nei quali i dipendenti lavorano gratis: da 30 mesi a Siniscola, un anno e mezzo a Tempio e nella Valle del Tirso. Il futuro dei 48 dipendenti complessivi è stato deciso un mese fa: saranno assegnati ai Comuni. Ieri Spanu ha spiegato come e quando saranno colmate le voragini nei conti.
Le tappe. Il capo di gabinetto ha spiegato che le risorse necessarie per i Consorzi Zir sono legate all’assestamento di bilancio in fase di approvazione da parte del consiglio regionale. Subito dopo il via libera, la palla passerà alla giunta, che sarà chiamata a esaminare i singoli casi. Si partirà con la Zir di Tempio, subito dopo Siniscola e Valle del Tirso. Per pagare gli stipendi arretrati saranno stanziati 250mila euro per il 2016. La somma sarà integrata nelle due annualità successive: previsti 5 milioni di euro nel 2017 e altrettanti nel 2018, con i quali si estinguerà anche una parte dei debiti accumulati da tutti i consorzi, tra i quali spicca Sassari-Predda Niedda protagonista di un contenzioso con Abbanoa: complessivamente serviranno circa 20 milioni. Tre milioni, a valere sul 2017 e sul 2018, è invece lo stanziamento previsto per i Comuni che ingloberanno gli ex consorzi Zir.
La storia. I problemi erano iniziati nel 2008, con la messa in liquidazione degli enti per volontà dell’allora giunta regionale di centrosinistra guidata da Renato Soru. Che, nell’ottica di razionalizzazione di costi e servizi, puntava a trasferire i dipendenti Zir ai Comuni, alle Unioni dei Comuni, alle Province o ai neonati consorzi industriali provinciali. Il riordino si bloccò sul nascere, perché la giunta Soru cadde in anticipo. Nel frattempo i commissari liquidatori erano stati nominati ed era iniziata l’agonia dei consorzi Zir. Che, privi di finanziamenti, si trovarono presto impossibilitati ad assolvere le loro funzioni. Tre anni fa, la situazione finanziaria disastrosa determinò anche il taglio degli stipendi. Otto anni dopo, i lavoratori sono ancora lì, provati ma tenaci. Chiedono una mano che li porti fuori dal pantano in cui sono precipitati loro malgrado e dove hanno nuotato disperatamente per sopravvivere.
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