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Il Risiko degli aeroporti sardi

Il Risiko degli aeroporti sardi

Olbia nell’orbita del Qatar, Alghero gestita dal fondo F2i e Cagliari privatizzata

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SASSARI. Il sistema degli aeroporti sardi è attraversato da una sorta di tsunami. Tutti e tre sono davanti a un futuro con poche certezze. Olbia, il più tranquillo, vede il delicato passaggio della compagnia di riferimento, Meridiana, dalle mani dell'Aga Khan a quelle del Qatar. Impossibile non pensare a ripercussioni, si spera positive, per lo scalo. L'aeroporto di Alghero è davanti a un momento storico. La privatizzazione è quasi realtà. Il fondo F2i ha offerto 9,5 milioni di euro per rilevare il 72 per cento delle quote dalla Regione. Domani si discuterà di personale e di come incrementare il traffico sul Riviera del Corallo. Ma anche Cagliari sembra vicinissimo a uno strappo. Si parla con sempre maggiore insistenza di una privatizzazione della Sogaer, la società che gestisce lo scalo di Elmas. Il 93 per cento delle quote è nelle mani della Camera di Commercio di Cagliari, il 4,5 per cento è della Regione, l'1,4 per cento del Banco di Sardegna, il resto di investitori minori. La Camera di Commercio ha già detto che vuole vendere le sue quote e vuole privatizzare lo scalo. Ma ora sembra essersi aperta una nuova frattura. Perché il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Alberto Bertolotti, si oppone alla vendita della Sogaer. E definisce la società «gioiello di famiglia» della Camera di Commercio cagliaritana. «Qualcuno potrebbe pensare che sia la più facile delle occasioni per risanare il bilancio – dice Bertolotti –. In realtà sarebbe un grave e irreparabile errore strategico. Asset strategici come gli aeroporti, in un territorio come il nostro, non si vendono ma si comprano. Confocommercio ritiene l’ipotesi della vendita impraticabile».

Ma su tutti gli scali pesa ancora la questione della strategia. Da tempo la regione parla di un’unica cabina di regia che coordini le iniziative dei tre scali, spesso in competizione tra loro. Ma i magmatici assetti societari e quelli fragili della giunta regionale sembrano allontanare questa ipotesi. All’orizzonte un altro scontro che sta per diventare tutto politico. Riguarda gli incentivi per le low cost. In teoria tutto è pronto. Ci sarebbe anche una legge ad hoc per Alghero elaborata dal consiglio. Ma la giunta sembra non gradire troppo il progetto di legge elaborato dall’aula. E pensato in particolare da una parte del Pd. L’esecutivo guidato da Francesco Pigliaru vuole incentivare le low cost ma con uno strumento differente. E all’ombra di questa spaccatura sembra esserci l’eterno conflitto tra le diverse anime del Pd. In altre parole la lotta tra le diverse correnti potrebbe lasciare ancora a terra il futuro degli scali dell’isola. Almeno per quello che riguarda gli incentivi alle low cost. (l.roj)

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