La Nuova Sardegna

Battaglia sul tonno rosso Lai: stessi diritti per i sardi

di Gianni Bazzoni
Battaglia sul tonno rosso Lai: stessi diritti per i sardi

Il senatore Pd ha presentato un emendamento alla Finanziaria del 2016: «Se cambiano le quote anche la marineria isolana potrà ottenere i permessi»

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SASSARI. Sta per cadere l’inaccettabile barriera che per anni ha impedito ai pescatori artigianali della Sardegna di poter pescare il tonno rosso per il rischio di incorrere in pesanti sanzioni e denunce penali. È stato depositato al Senato, infatti, un emendamento alla legge di stabilità (primo firmatario Silvio Lai del Pd) che - se approvato - consentirà ai pescatori dell’Isola di ottenere quei permessi che finora sono stati negati.

Nei giorni scorsi era stata la Regione ad affrontare la delicata questione e l’assessora Elisabetta Falchi aveva confermato «il contenzioso costante con il Ministero» e sottolineato la necessità di procedere con «la revisione del sistema». E una delegazione di pescatori, nei giorni scorsi, aveva rappresentato le ragioni delle marinerie sarde al ministro Maurizio Martina in occasione della sua tappa a Cagliari.

Ora qualcosa si muove. «Fino a oggi c’è stato un vero e proprio monopolio della pesca del tonno rosso che ha penalizzato soprattutto la Sardegna, ma anche la Liguria – ha detto Silvio Lai – . Con questo emendamento alla legge di stabilità vogliamo porre fine a una ingiustizia. Chiediamo che le percentuali di quote in più che l’Unione europea ha autorizzato al nostro Paese dal 2015 vengano ripartite per il 2017 tra tutte le regioni che hanno licenze di pesca. La suddivisione in singole quote regionali consentirebbe alla Sardegna di poter ottenere circa 10 quote».

Sull’argomento era già stata presentata una interrogazione al ministero delle Politiche agricole. Una segnalazione, l’ennesima per ricordare che finora sono 42 le imbarcazioni autorizzate alla pesca del tonno rosso e provengono tutte da Campania, Sicilia e Marche. Nei mesi scorsi (il 14 settembre 2016)il Parlamento europeo ha approvato un emendamento che invita gli stati membri a utilizzare criteri più equi nella ripartizione delle quote, evitando di favorire l’attuale monopolio di pochi proprietari di pescherecci a discapito dei pescatori artigianali.

«Ora – sottolinea Lai – abbiamo la possibilità concreta di favorire il cambiamento di rotta e dare una opportunità anche ai pescatori di altre regioni d’Italia, a cominciare dalla Sardegna. L’emendamento, infatti, prevede di riservare l’aumento della quota totale prevista dall’Unione europea tra le regioni che hanno licenze di pesca artigianale, seguendo un criterio che tiene conto del numero di imbarcazioni presenti nelle singole realtà. In tutto dovrebbero essere ripartite quote per circa 550 tonnellate». La conclusione è semplice: se l’emendamento dovesse essere accolto, si darebbe finalmente a tutte le regioni la possibilità di ottenere i permessi per la pesca del tonno rosso. Sarebbe la fine di un incubo per i pescatori sardi: la pesca artigianale avrà maggiori possibilità di sfruttare una risorsa tornata abbondante da alcuni anni e che non può essere catturata per le pesanti sanzioni previste in caso di catture accessorie o involontarie.

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