La Nuova Sardegna

Il sogno di Andrea: voglio battere la Sla con la mia musica

di Claudio Zoccheddu
Il sogno di Andrea: voglio battere la Sla con la mia musica

Il giovane di Ales ha lanciato un appello sui social network. «La disabilità non ha limiti, il mio progetto lo dimostra»

4 MINUTI DI LETTURA





ALES. Con gli occhi si può fare tutto. Grazie alla tecnologia si può scrivere, si può fare amicizia, si può suonare e si può fare pubblicità a un’idea nata dal cuore. Perché senza cuore anche due occhi veloci come il vento perdono il loro potere e la forza di realizzare il sogno di un giovane musicista costretto a mixare con la forza delle pupille: «Tutti devono sapere che la disabilità non ha alcun limite e il mio progetto è nato anche per questo. Spero di incontrare altri ragazzi che hanno la mia passione, e che sono nelle mie condizioni, per allestire una produzione in cui la voce del mio comunicatore diventi la chiave della musica», spiega Andrea attraverso il Pc, la sua interfaccia con un mondo che non ha smesso di amare.

Il dj di Ales. Andrea Turnu ha 29 anni e da quattro convive con la Sclerosi laterale amiotrofica. Una malattia terribile che tutti hanno imparato a conoscere come “Sla”, tre lettere che possono costringere un ragazzo sul suo letto, bloccargli i muscoli e causargli difficoltà di respirazione. Una maledizione che la scienza medica, per il momento, riesce solo a rallentare. E il caso di Andrea non è diverso dagli altri. Anche il 29enne di Ales ha visto il suo corpo piegarsi sotto i colpi della malattia neurodegenerativa ma non si è arreso e gli ha opposto la sua passione e la sua voglia di continuare a fare musica dalla sua camera, con lo schermo di un computer davanti al viso e con la supervisione degli amici che popolano la sua casa di Ales.

[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:site:1.14515089:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/image/contentid/policy:1.14515089:1653433554/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Gli strumenti. Per fare musica Andrea usa Virtual dj, un software che riproduce due piastre che suonano file audio come gli mp3 e permettono di creare musica, o di mixarla, alla maniera dei dj più famosi. Per accedere alla consolle virtuale serve un puntatore oculare, un dispositivo che riconosce il movimento delle pupille e le sostituisce a quelle del comune mouse. Un sistema che permette anche a chi non riesce a muoversi utilizzare un computer sfruttando solo la forza degli occhi.

I sogni. Ma Andrea, oltre al progetto “ Con gli occhi”, ha chiuso nel cassetto un sogno altrettanto elettrizzante: proporre i suoi mix al Tomorrowland, un festival di musica elettronica che si tiene in Belgio e che ha ospitato mostri sacri del mixer come Fatboy Slim, Benny Benassi e David Guetta e giovani stelle come Avicii, Skrillex e Steve Aoki. Anche se limitare la passione per la musica ai dj è davvero riduttivo. Andrea apprezza anche una versione più rude delle sette note, quella fornita ad esempio dagli Ac/Dc, storica rockband australiana che esordì nel 1974 con l’album High voltage che si è fatto tatuare sul bicipite. Ma oltre ai riff di chitarra e all’equalizzazione dei volumi c’è anche una passione anche per la musica classica, soprattutto quella del pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso.

L’appello nei social. «La malattia mi ha tolto tante cose – ha scritto Andrea utilizzando lo strumento che trasforma il suo sguardo in un cursore che raggiunte ogni angolo dello schermo – ma non l'innata passione per la musica. Recentemente, grazie al mio nuovo puntatore oculare, ho potuto ridedicarmi a quella che era una delle mie attività preferite: mettere musica. Con la differenza che ora lo faccio con il solo ausilio degli occhi. Ho deciso di creare questo spazio per condividere questa nuova esperienza con tutti voi ma, allo stesso tempo, vorrei trovare persone che, come me, utilizzano soltanto gli occhi e che abbiano voglia di creare un progetto musicale».

Un appello che rimbalza da giorni sul web e che potrebbe permettere la realizzazione di un sogno e di un progetto musicale in grado di abbracciare tutti i generi musicali. Le risposte, infatti, non mancano e Andrea fa fatica a soddisfare la curiosità dei suoi amici virtuali: «Sono tantissimi, non riesco a rispondere a tutti ma li lovvo», chiosa il dj di Ales utilizzando un simpatico neologismo nato nel web e spostato dai ragazzi che italianizzano l’inglese “love”, ovvero amore, per esprimere un sentimento che non prescinde da un pizzico di ironia. Una qualità che certo non manca al dj che sogna una crew e il palco di un festival techno.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative