Il Pds: servono risposte subito no ai soliti rituali della politica
CAGLIARI. Doppia uscita pubblica del Partito dei sardi. La prima è stata dal presidente e assessore Paolo Maninchedda, l’altra del capogruppo in Consiglio Regionale Gianfranco Congiu. Eccole in...
CAGLIARI. Doppia uscita pubblica del Partito dei sardi. La prima è stata dal presidente e assessore Paolo Maninchedda, l’altra del capogruppo in Consiglio Regionale Gianfranco Congiu. Eccole in rapida successione. «Ai sardi – scrive Maninchedda – del rimpasto frega veramente poco. Immaginiamo che sia già fatto. Embé? Siamo in grado di fare un serio piano per il lavoro? A questa domanda i sardi sono molto interessati, non solo quelli espulsi dalle fabbriche, ma anche i diplomati e laureati, i piccoli imprenditori e i professionisti impoveriti. Se non siamo in grado di dare questa risposta non è che è in crisi una Giunta, è in crisi la democrazia, incalzata dalla rabbia dell’umilazione che oggi sfocia nell’anarchia» Fino a questa conclusione: «Siamo in grado – scrive l’assessore – d’ indicare una rotta sicura? Noi pensiamo di sì e chiamiamo questa rotta libertà, sovranità, autogoverno, responsabilità, indipendenza». È lo stesso pensiero di Gianfranco Congiu: «I sardi, quelli che attendono soluzioni per le aree marginali, una scuola che perde pezzi, un precariato sempre più dilagante, un fisco ingiusto, non solo non capirebbero i ritardi della politica, ma forse neppure ci perdonerebbero i soliti rituali quando c’è una crisi politica».
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